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Archive for 8 giugno 2010

La larga ansa del fiume era uno strato di ghiaccio sottile quanto infido. Per il resto il gelo e la neve difendevano il loro smisurato orgoglio di essere uomini. I barbari restavano fuori, con dispendi spaventosi guadagnavano un palmo di terra bruciata dall’inverno per essere subito dopo ricacciati indietro. Ormai le scorte scarseggiavano e la fame mieteva i primi morti. Con gl’occhi ed il cuore capirono che per resistere avrebbero dovuto sacrificare i vecchi. Non si può chiedere alla guerra di essere pietosa. Fu doloroso ma meno doloroso quando al sacrificio dovettero affidare i loro figli. Come di quella pietra era diventata la loro pelle e i loro cuori; diritti contro il vento. Poi quella immane sofferenza li aggrappò uno ad uno alla vita. Ciò che non avrebbero mai immaginato si compì. Lui, Vladimiro, doveva la sua vita alla vita della compagna. Il figlio non capiva perché, dopo tutti quegli anni, il padre gliene parlasse con pudore con gli occhi umidi come di una sottile rugiada. Quel padre lo sapeva e non superò la notte e lui restò solo confuso.

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