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Archive for 18 giugno 2010

Mara aveva cercato di dirglielo fino a consumarsi la voce che non si può offrire una rosa una sera per poi rammentarla ogni sera. Sauro si sforzava per capire e capiva, ma poi era oltre lui anche se glielo ricordava perché era un bel gesto di una bella sera. Il mestiere di vivere è un mestiere complicato e forse lo è anche per l’altro. Dopo quella sera erano diventati amanti, ma quella rosa o meglio il nome di quella rosa continuava a dividerli. Su quel letto d’albergo, il loro solo letto, non riusciva a dormire. Si erano amati e ognuno aveva amato quello che voleva che l’altro fosse. Temette di non essere nei sogni di lei e ne fu geloso. Non lo era, nei sogni di lei, né nel suo futuro; aveva un sorriso mite e tranquillo nel sonno. Aveva deciso di dirglielo al mattino e aveva deciso che avrebbero potuto continuare a vedersi. Forse era questo a darle quella serenità e lui, anche non sapendo, continuava a non riuscire a prendere sonno e a non trovarne il motivo. Dalla camera a fianco gli giungevano dei rumori ovattati.

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