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Archive for 19 giugno 2010

La donna

E’ che a volte non vorresti pensare quello che ti trovi a pensare.
Cos’è una donna? Anche a guardarla superficialmente una donna è la cura dei propri capelli. Capelli lunghi. Capelli corti. Capelli biondi. Capelli tinti. Capelli neri (e lei aveva capelli neri). Un vezzo. Il profumo con cui provoca il suo e ogni uomo. Compreso il prossimo. E quello su cui ha una vaga e pallida idea. Non parlo di noi naturalmente, ma anche con te cosa c’è stato poi veramente di diverso. In fondo e tutto solo una grande comparsata. E poi un filo di mascara agli occhi. E con che arte li spalanca e chiude, quegli occhi. Pose a lungo studiate., Lo specchio. Il fondo tinta. La tintarella. Un velo di rossetto. Un colore violento alle labbra. Rosso. Viola. Ogni eccetera. Un filo di perle. L’abito che sceglie. La gonna. O i calzoni. Le calze velate che indossa. E come le toglie. I tacchi sui quali… ancheggia. L’orgoglio di se. Nelle sue parole. Nel suo corpo. Di ogni parte di lei. L’esercizio di farsi guardare. Il modo di sorridere. Di mettere il broncio. Solo di guardare. Occhiali da sole. Occhiali da giorno. Rifare quel trucco. Non saper essere altro che donna. L’impossibilità di andare oltre. La necessità di farsi guardare. Il bisogno di farsi vedere. Una calza che si smaglia. E non parliamo poi delle scarpe. Tutti guardano quello che guardano tutti. Tutti guardano allo stesso modo. E ogni uomo è solo un uomo. E poi una donna può essere tante donne in una sola donna. Ma essere donna è una vera condanna.” –Lo disse a lui mentre finiva di rimettersi le calze– “E tu”?
Credo di non aver capito un accidente”.

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