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Archive for 19 luglio 2010

A Carlino piaceva il presepe e stava aiutando il padre. Gli piaceva il presepe e quel prurito per le grandi occasioni. Era orgoglioso di avere il permesso di trovare lui il posto per ogni personaggio, ma appendere l’angelo a quel filo sottile lo doveva lasciar fare a suo padre. Non li sapeva fare bene i nodi e aveva paura di lasciarlo cadere. La contadina aveva l’abito che svolazzava al vento e si chiese come avrebbe potuto fare il vento. Lo fece suonare con quel suono sibilante dentro la sua testa. Ed era un vento rabbioso. La pastorella pregava inginocchiata, aveva proprio le sembianze di una bambina. Forse era figlia della contadina anche se erano lontane e sembrava fingessero di non conoscersi. L’uomo senza una gamba suonava il flauto di canne. Il ragazzino col turbante portava in spalla un casco di banane. Non dovrebbero esserci i marocchini nel presepio del bambinello. Loro non ci credono a queste cose. Lo sapeva anche lui. Il vecchio con viso rubizzo, certo ne doveva bere, aveva la lanterna sopra un lungo bastone sempre accesa anche se era giorno. Doveva essere come per le macchine anche se allora le macchine non c’erano o almeno così credeva. Lo chiese per averne conferma e suo padre gli rispose come se fosse una stupidaggine. Il vecchio andava verso una casetta tanto piccola che non avrebbe potuto contenere nemmeno il cane che girava vagabondo senza badare al gregge. Pensava che gli agnelli o erano stupidi o furbi perché stavano sempre in spalla al pastore. L’altro, con quel cappello, sembrava più un pirata che un contadino. E tutti andavano verso la grande capanna dove il bue aveva perso un corno e il suo respiro non sbuffava. Come faceva a scaldare il bambinello? Non era vero che era proprio tutta colpa sua per quel corno. La lavandaia sciacquava i panni sulla tavola in mezzo al prato. Era sciocca perché c’era la fontana lì a due passi e la fontana metteva proprio allegria; l’acqua sembrava proprio acqua. Poi c’era quello che faceva sempre il pane nel forno a legna. E quella che portava l’acqua e le uova. C’era un mondo intero, in fila per curiosità. Tornò alla carica per i Remagi perché con la fretta che aveva l’epifania di portarsi via tutto… e poi, così, non gli sembrava completo, ma il padre non ne volle sapere. Perché papà continuava a trattarlo come un bambino piccolo? Decise che avrebbe messo Mazinga al posto di Giuseppe perché il bambino si sarebbe sicuramente sentito più tranquillo.

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