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Archive for 23 luglio 2010

A quindici anni si era vista allo specchio e non si era piaciuta. Già a dodici era diventata donna, ma erano due che già era dovuta diventarlo. Quando aveva visto il sangue, povera stupida, aveva creduto che fosse colpa sua. Davanti a quello specchio si era chiesta cosa quell’uomo trovava in lei. In fondo lei lo amava o almeno credeva, anche se lui era gentile solo dopo e per troppo poco. E poi con quella storia che non lo doveva dire come se una ragazza, cioè una donna non avesse altro da andare a raccontare. Ed era bello avere un segreto. Ed era bello avere un uomo grande, anzi lo sarebbe potuta essere. E poi quella storia che lui si arrabbiava degli altri ragazzi. La vita non è come nei libri. Se avesse avuto più tempo per sognare avrebbe creduto che dovesse essere tutto diverso. Ma in fondo lui era il suo uomo e pensava, allora, che sarebbe stato sempre così. Non era bello, non come papà, ed era anche più vecchio; se avesse potuto avrebbe pensato che bello era Giuliano. Ma quello parlava e parlava e non le aveva mai chiesto nulla. E poi lui aveva detto che doveva smettere di parlare con Giuliano. Erano troppo le cose che lui le diceva che non doveva fare. Poi aveva sentito che non era giusto e lei non aveva capito perché; era come se fosse sempre stato così. Era facile sentirsi confusa. Davanti allo specchio le erano cresciute quelle che chiamano tette e si erano fatte grosse. A lui piacevano e lei non capiva cosa ci avesse sempre trovato di bello. Anche a toccarsele non lo capiva.

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