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Archive for 20 agosto 2010

Nadia ne aveva viste di cose e i suoi occhi ne erano stanchi. Le ci sarebbe voluto del tempo e della voglia di raccontarle ma di voglia non ne riusciva a trovare. Anche le più piccole, di quelle cose, si nutrivano di lei dal dentro. Quando un sorriso le tranquillizzava lo sguardo accendeva una luce sognante in tutto il volto ma sorridere le costava molta fatica. Forse era stata bella ma erano passati almeno troppi anni e lei si vedeva allo specchio com’era. Avrebbe voluto trattenerla quella bellezza ma non ne era stata capace e il tempo le era scappato. Ora si faceva rincorrere dalle cose senza cercare di fuggirle. E c’era disperazione nelle sue braccia, dove lui aveva cercato di nascondersi, ma anche una sorta di grido senza fine, una rincorsa. Era come se volesse recuperare tutto il tempo perduto e se quel tempo fosse infinito; tutto e in solo gesto. Forse lui aveva frainteso o forse si era confuso. Gabriele continuava nella sua domanda di aver nutrito il dubbio di aver capito o non capito con troppo ritardo. Lui era il tipo adatto a rimpiangere ma anche il rimpianto riusciva a dargli conforto. A volte si consolava regalandosi qualche sogno in cui riusciva ad amarsi. Ma lei non voleva impegni e trenta rose rosse erano un impegno; e poi non aveva un vaso dove metterle.

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