Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 21 agosto 2010

Foto del 4 dicembre 2009 a Berlino di notteUna prima volta balbettò e tentennò sul 9. Una seconda… aveva mancato per un nulla il 3. Al terzo tentativo c’era riuscito. Adesso sentiva dall’altra parte trillare, il suono acido ripetersi. Nell’attesa prese a sudare, le mani si erano fatte ancor più viscide; le strofinò, alternativamente, senza delicatezza, lungo la gamba dei pantaloni. Il calore gli circondava la fronte ed infieriva sugl’occhi. Una goccia salata lentamente calò su quegl’occhi facendoli bruciare e le cose presero profili confusi.
D’un tratto fu richiamato alla realtà, dall’altra parte avevano alzato il ricevitore e si ponevano all’ascolto. Fu insolitamente rapido. Si schiarì la voce eppure le prime sillabe gli uscirono roche, impastate, quasi mute, come affogate in sé fin a divenire un falsetto.
Raccolse tutto il coraggio che riuscì a trovare per proseguire, anche di più. La luce gli giungeva lenta e mentre rigirava fra le dita una penna a sfera respirò a fondo e attaccò senza frapporre pausa fra le parole, senza darsi alcuna cadenza di respiro, senza quasi respirare.
Intasò la comunicazione di parole, più che altro monosillabi, balbettando via via sempre in modo meno evidente.
La sua stessa voce gli suonava estranea, come registrata ma leggermente infedele: “Ve… vedi Ivana, non vorrei, non vorrei che tu potessi aver frainteso, insomma, …le mie attenzioni, erano…, sono
I miei silenzi, certi…, certi gesti” – e ripeté certi – “sò! possono far pensare; cioè, si lo sò quello che puoi pensare, e poi dirai: Caz.., cioè, cioè, scusa …ha famiglia. Scusa, non interrompermi; lui ha famiglia. Sì, già, adesso mia moglie non c’è, fuori, i bambini a scuola. A proposito: ti ho disturbato; dormivi, forse?”
No, non interrompermi proprio ora. Vedi, finalmente ho trovato il coraggio, tutto il coraggio, il coraggio. Non è una cosa facile per me da dire. E’ la prima, già, è la prima. Volta.
E poi spero che mi puoi capire, nonostante il modo in cui mi sono comportato; con te, con tutti… io …insomma… non ne sarei capace …sono una persona seria; e non sò nemmeno spiegarti perché o per come ma è successo. HO UNA POSIZIONE.
Forse avrei dovuto essere più, …più prudente. Avvedermene prima. No, lasciami dire; per piacere. Sì… forse e se vuoi che lo dica, forse sono stato anche un po’, come dire… ma ti ripeto: è la prima volta, la prima volta e non riesco a capire, non riesco proprio a capire… come ho potuto. Ma ti ripeto che è la prima.
No, se mi interrompessi poi non riuscirei più a trovare il coraggio, …il coraggio … di dirtelo
Credimi, Ivana, io
…”
Stavolta non riuscì a proseguire, dall’altro capo una voce bassa, nasale lo interruppe: “Ma chi parla? Chi è Lei?”
Sono Aldo!” affermò con sicurezza, quella sicurezza che tornava a venirgli meno e che ora diveniva perfettamente inutile, anzi imbarazzante.
Solo un breve silenzio, una pausa impercettibile ma quante cose riuscì a pensare in quel momento e quelle cose gli si affollarono nella mente confondendolo ulteriormente.
Sarebbe stato capace d’altro? di qualcosa di più? Ma esisteva poi un di più a tutto ciò, in tutti i sensi? E se la voce gli fosse venuta nuovamente meno? Accavallò le gambe e tutte quelle domande gli rimasero sospese, non avrebbe forse più cercato una risposta.
Quella voce intervenne ancora: “Aldo? …ma Aldo chi?”
Fuori prese a piovere a dirotto.¹


1] Ancora una telefonata. In questo caso del 29 ottobre 1985

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: