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Archive for 27 agosto 2010

Alessia cantava sotto la doccia con una voce sottile da soprano. Alzò il tono per farsi sentire, voleva dirgli che era allegra. Voleva dirlo al mondo. Ma non le bastava quella piccola voce e ne era così poco convinta che l’acqua gli entrò in bocca, ma tornò a provarci. Uscì e nuda sfidò lo specchio. Aveva diciotto anni ma questo non la consolava. In quel mondo… in questo mondo… chi ha diciot’anni non ha futuro; –pensò. E non era certo fiera di sé, di quello che era stata, di quello che voleva dire o che avrebbe potuto dire, di quello che stava diventando. Se le sarebbe strappate quelle… quei seni gonfi. Quello che era peggio era che tutti avevano perso persino il diritto di guardarsi negl’occhi. Si fece delle smorfie senza riuscire a riderne. Perché gli specchi sono così crudeli e non sanno mentire? Frugò fra i flaconi disperata convinta che non avrebbe trovato quello che voleva. Ingoiò un paio di pillole e si diede coraggio. Non erano le pillole a dargli quel sapore amaro e a spingerla a sputare. Raccolse le cose che aveva lasciato per terra. Si vestì di fretta come per uscire e prese diritta la porta. Si lasciò tutto dietro con i capelli ancora bagnati e si sentì più leggera, ma era una scelta provvisoria e lo sapeva. Si fermò e si svuotò alla prima panchina.

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