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Archive for 1 settembre 2010

La cena

Claudio si alzò cercando una distaccata lentezza.
Non si udiva nemmeno un cucchiaio bagnarsi nel consommé. Forse, prestando grande attenzione, unicamente qualche sospiro sfrigolante di ciglia; distratto.
Scostò la sedia con un leggero fruscio che tuonò nell’aria e si avviò celando con disinvolta indifferenza un intorpidimento alla gamba destra. Solo un impercettibile zoppichio tradiva quel diffuso e insistente formicolio. Ora tutti gli sguardi sembravano pesargli addosso interrogativi, senza indulgenza, come in una storia che si corrompe; fu come se anche quel respiro sincrono s’interrompesse.
Così, mossi i primi passi, non più di due o tre, nel tentativo di non tradirsi infilò una mano in tasca scostando morbidamente il bordo della giacca e si chiese una scusa, una giustificazione plausibile, una sola. La frettolosità. I soli suoi passi per quell’essere in sé.
Ebbe un attimo di imbarazzo davanti al cameriere ma mentre ne fuggiva gl’occhi quello lo scansò passandogli a fianco e scivolando oltre. Percepì la cravatta come un nodo scorsoio. Percepì il sudore ed era freddo.
Come si può definire ciò che prese a pervaderlo se non terrore?
Forse non avrebbe fatto a tempo, anzi certamente non ci sarebbe riuscito. Gli sembrò di vedere come Marta era rimasta seduta col tovagliolo in grembo, certo ora anche lei lo seguiva con lo sguardo, forse portava quel tovagliolo candido al bordo della bocca increspando le labbra; e come Giorgio non avesse distratto la sua attenzione dal brodo.
Era stato un amore passionale il loro, quasi spontaneo; ma quali margini lascia inalterati l’amore tra due esseri?
Come ne avrebbe sorriso, forse anche riso, qualcuno al suo passaggio, dietro le sue spalle, senza curarsi di essere scoperto; quelle malelingue. E poi… il lavoro, …tutto. Forma. Decoro. Capì improvvisamente che non poteva tornare sui suoi passi, ormai era tardi per tutto e forse tutto era perduto. Non avrebbe potuto godere altre deroghe. Pensò ad una sigaretta. Poi cercò di pensare a nulla.
Ogni tentativo si rivelò vano, si lasciò allora andare, abbandonò ogni resistenza, si arrese a ciò che era più forte di lui; si sentì venir meno e gli sfuggi una fragorosa scoreggia.¹


1] 29 ottobre 1990

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