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Archive for 8 settembre 2010

Non si era mai fermato a pensare, ma aveva gli stessi occhi d’un gatto e i gatti, lo si sa, vedono anche quando gli uomini non possono vedere. La verità è che gli uomini soffrono quella strana forma di cecità quando non sanno liberarsi del cuore. La verità era che era passato tanto tempo, ma se lo rimproverava ancora: aveva tradito il cuore per quella macchia di rossetto. Ora non gli restava che parlare con quel bicchiere che non aveva risposte e con lei, e anche lei aveva occhi simili, ma non sapeva ancora se voleva condurlo nel buio di una nuova notte, e se lui voleva veramente ancora farsi tradire da un’altra macchia di rossetto. I rimorsi sono ritorni di immagini che si rincorrono proprio perché sono sempre in ritardo. Era solo che pensava che non ci fosse compagnia peggiore di quella della solitudine, e che odiava apparecchiare per uno. Allo stesso tempo e allo stesso modo non aveva niente da dirle, come non aveva niente da perdere, come aveva il timore di essere frenato dalla fiducia. Se moltiplicava il numero degli anni che aveva per i giorni si sentiva fin troppo vecchio; vecchio e testardo. Guardò l’orologio ma non aveva ancora consumato abbastanza di quella notte. Telefonò a casa solo per sentirne la voce. Trovò la segreteria telefonica attaccata.

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