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Archive for 16 settembre 2010

Annamaria ne aveva spezzati di cuori. E si cercava in un’immagine riflessa. Non era più giovane ma era bionda come l’oro di una vera da sposa il primo giorno; quella che non aveva. Non si poteva dire bella ma aveva occhi verdi e quell’elettricità che alletta. Aveva spalle larghe e fianchi larghi e il viso tondo e braccia che avrebbero sorretto un uomo robusto. Avrebbe potuto condurlo con se, quell’uomo, ma non l’avrebbe fatto. Spesso la sera da sola piangeva perché soffriva quei dolori ma era condannata a risvegliarsi il mattino. E il mattino, ogni mattino, si ricominciava dietro il bancone di quell’osteria. Il vecchio Danilo non si reggeva più in piedi aspettando un suo sorriso. Aveva affinato, in tutti quegli anni, la sua arte di essere galante, ma quando era costretto ad appoggiarsi al banco per sostenersi e a spostare tutto il peso sulla destra in una stabilità precaria e pericolosa allora anche gli articoli gli si appiccicavano alla lingua come francobolli. “Sei proprio una gran bella… bella… un altro”. Lei pensò che ne aveva avuti abbastanza. Nessuno sapeva ma era passato tanto tempo ed era stato un amore a bassa gradazione alcolica. Raccoglieva ancora i frammenti e, ora, le poche volte che diceva sì lo faceva con lo stesso tono di quando prendeva le ordinazioni.

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