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Archive for 22 settembre 2010

Il poeta

Pittura informale su cartaAvevano abbattuto anche il vecchio olmo e al suo posto avevano costruito altre case. Il parco era addossato lungo il muro di cinta della discarica. Ogni fosso era stato interrato e la poca erba soffocava. Negli ultimi rivoli le acque stagnavano marcescenti ed era galleggiato un corpo. Era sembrato un presagio per poi accorgersi che lo era. Quelli avevano usato pietre dure rubate nella notte e avevano costruito come se le avessero lanciate in una lapidazione. Certo non dovevano essere granché bravi di conto. Nemmeno dal cielo qualcuno poteva inventare un ordine che non c’era. Le porte davano sul traffico. Le cucine si affacciavano ad altri muri con gli stessi colori improbabili. Come potevano rimanere dei dubbi se la notte rimaneva buia ed i ladri avevano paura ad uscire? Gente aspettava il treno e il treno si sarebbe fermato solo per far salire. Solo i vecchi erano testardi come lo sono i vecchi. A conferma due giovani per innamorarsi dovettero andare fino al paese più vicino e nemmeno loro si sarebbero più rivisti. Ora tutti cercavano di nascondere le mani. Il poeta prese la penna e scrisse un sonetto. Avrebbe ricordato la loro avidità e la loro aridità e la loro ciarlataneria per sempre, ma quelle stesse pietre gridavano più forte della sua voce.

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