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Archive for 5 ottobre 2010

Era uscito, quella mattina, emozionato. Aveva un appuntamento con la storia. Aveva messo il vestito buono. Non sapeva se i grandi eventi badassero anche dell’aspetto. Si sentiva in dovere di sopportare l’imbarazzo della cravatta. Si guardava torno guardingo. Pensava che tutti potessero vedere la sua emozione. Affrettava il passo. Temeva che tutti potessero arrivare prima che suo arrivo. Non sopportava i ritardi; men che meno i propri. Lo rendevano nervoso. Mancava altro che si mettesse a sudare. Accese un’altra sigaretta. Cercò di rilassarsi mano a mano che si avvicinava. Lesse i grandi titoli nelle locandine affisse. Potevano essere quelle del giorno prima o del giorno dopo. Senza che nulla potesse cambiare. Sentì la speranza come una cosa con carne e ossa. Come se la potesse toccare allungando una mano. Si mise in bocca una mentina. Fece un respiro profondo e salì le scale. Sapeva che non sarebbe stato da solo ma non si aspettava che fossero tutti là. L’aria si fermò immobile. Proprio quel giorno. Non era in perfetta forma. Doveva aver mangiato qualcosa che era rimasto per troppo tempo in frigo. O che forse era troppo fredda. Quando avevano chiamato il suo nome era dovuto andare al bagno.

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