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Archive for 28 ottobre 2010

Non riusciva a staccare gli occhi da lei. Era come una carezza di zefiro nella stanza; un soffio; un sospiro. Le dita farfalle chiacchierine dai voli rapidi di ali eccitate. Nei suoi occhi baluginavano lucciole, navigavano frammenti di stelle, un’intera galassia. Forse per quella luce. Nella zuppa navigavano filamenti vaghi; era certo pigra di sale. Le candele rilasciavano un fumo profumato. E la voce melodiava parole gentili e mai invadenti. Certo che il bianco non andrebbe servito a temperatura ambiente. Trovarsi lui e lei non era stato così imbarazzante come aveva creduto. Tutt’altro. Conoscerla all’interno delle sue abitudini, tra le sue cose, senza altra maschera, gli aveva mostrato anche pregi che gli erano sfuggiti e che non credeva di doverle tributare. Eppure la parte lo rendeva fin troppo attento, rischiando di fargli commettere l’errore. La sua gentilezza la rendeva anche più graziosa, ma l’arrosto aveva fatto una crosta fin troppo scura. Riconosceva come aveva cercato di dare il meglio. Aveva dato fuoco alla frutta e ai suoi occhi. “Lei è una persona squisita signora Amanda.” Anche se, ovviamente con altre parole, era anche quello che aveva pensato. Aveva mostrato che avrebbe gradito glielo ripetesse e non una volta, ma si era limitata a salutarlo sulla porta.

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