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Archive for 20 novembre 2010

Anzi era sul finire dell’estate del ’86. A campo dei fiori, nel tepore della sera, quella coppia si fronteggiava come fanno a volte certi uccelli nel periodo degli amori.
Le voci pian piano si alzavano progressivamente nel tentativo di prevalere, di annullarsi, alternativamente e si caricavano di rancore. Anche i gesti erano quelli, artigli, di chi sbrana in un rabbioso amplesso. Fuochi negl’occhi e ferini bagliori.
Infine disse il ragazzo: “Che tu credi, piccola troia, di poter fare tutto quel che vuoi? Io… io ti ho aspettato”.
Non ho padroni, non ho comari. Qua, qua, qua.” – gridò lei.
La voce del ragazzo divenne un urlo ormai senza pudore. “Dai pure il culo. Fai pure ciò che vuoi. Non hai padroni ma poi non dir cazzate. Ma v’affanculo stronza… tu e le tue puttanate…”
Ma prima che lui si allontanasse lei allungò la mano sicura e nel portarla al basso ventre (al pene, sopra i calzoni) rispose: “Sono tutti questi gli argomenti che c’hai?”
Non restai ad ascoltare oltre per non sembrare indiscreto e simulando indifferenza me ne andai mescolandomi alla folla della sera.¹


1] scritto il 18 aprile 1991

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