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Archive for 29 novembre 2010

Tecnica mista e acrilico su cartone telatoSi stava chiedendo come mai la notte gli poneva così tante domande che il giorno tralasciava. Uscì, come spesso gli succedeva, e fuori si sentì solo e incerto. Anche questa sensazione era una cosa che gli capitava sempre più frequentemente. Era costretto a guardarsi intorno, diffidente. Era un mondo strano il suo mondo; ma quale non lo è? Ogni epoca ha la sua chiave di lettura e lui sapeva che non tutti potevano capire quello che era successo nel futuro. Non era tanto il rischio che lo rendeva così nervoso quanto l’incertezza. E il disagio di scoprirsi diverso.
Tutto era cominciato con la legge Merlino-Fontana del 22 dicembre. Doveva passare sotto silenzio, inosservata, e fu così. Tutti erano presi per il natale, fuori c’erano già le bancarelle, ma probabilmente sarebbe successo ugualmente. Ormai le persone si occupavano solo di quelli che chiamavano “i problemi importanti” oppure “seri” o “veri”. Da un frammento di dialogo rubato durante un trasferimento di lavoro aveva raggiunto l’impressione che ormai quella gente ne aveva abbastanza della burocrazia. Voleva impegnarsi su quello che la colpiva direttamente. Avrebbe fatto a meno anche della democrazia pur di essere lasciata in pace. Ormai nessuno la chiamava più popolo. Ma secondo lui tutto aveva avuto inizio molto prima. Erano cominciati come semplici reality, programmi di intrattenimento. Alla gente piacevano, chi l’avrebbe mai detto? E poi la televisione era la televisione. Se non addirittura con un libro che ormai non si trovava più in circolazione; uno dei tanti. A cosa servivano? Ormai non si vendevano che manuali. Era un altro segnale dei tempi. E della filosofia di evitare tutto ciò che era superfluo.
Prima ne era stata autorizzata la vendita solo in farmacia e sotto prescrizione medica. Ma, almeno per i primi tempi, non era difficile trovarne, come si dice, per strada. C’era uno spaccio abbastanza diffuso. Se non ad ogni angolo quasi. Come sempre, pian piano, era diventato sempre più difficile. E questo aveva raggiunto l’unico scopo di alzarne i prezzi. Ancora una volta era intervenuta anche la chiesa. Ai medici era stato consigliato di attenersi ad una rigida casistica. Molti erano stati gli obiettori. In quel caso si sarebbero potuti definire i “giustizialisti”. Un vero esercito di servitori sempre più numeroso. Era stata consigliata piuttosto la somministrazione di psicofarmaci come calmanti e similare. Si sa l’importanza di un simile consiglio: aveva assunto più valore di un ordine. Lo avevano trasformato in una sorta di crociata in difesa della civiltà. Alla fine non c’era dottore in città disposto a farsi strappare una ricetta con le buone o con le cattive.
La politica si occupava della salute dei suoi protetti. Aveva a cuore soprattutto il cuore dei cittadini. Anche se le vittime erano state poche e quasi tutte soffrivano già precedentemente di cardiopatie nessuno al governo voleva correre rischi. Secondo lui quella non era che una scusa. Avevano esagerato allo scopo; enfatizzato. Più recentemente c’era stata un’altra stretta. Le pene erano state rese molto più severe. I controlli s’erano fatti più rigidi. Dall’estero cominciava a non arrivare più niente. Veniva tutto fermato prima e non è che all’estero le cose andassero meglio. Dalle notizie in ogni paese era la stessa cosa. C’erano stati alcuni arresti importanti. Vere e proprie retate. Ne avevano parlato anche i maggiori quotidiani. E anche i più coraggiosi si erano fatti guardinghi. Erano aumentati succedanei e palliativi e la qualità s’era fatta sempre più scadente. Naturalmente venivano colpiti sia gli spacciatori che i consumatori.
Era sempre più difficile, quasi impossibile ormai procurarsi una emozione. Sperava di incontrare la sua pusher preferita, ma era sempre più difficile. Di lei si fidava. Non gli aveva mai venduto niente di taroccato. Era ancora giovane e si poteva definire bella, almeno interessante, ma questo aveva poca importanza; ormai lei evitava i posti fissi, cambiava continuamente. Era costretta a vestirsi come una di quelle donne per passare inosservata, nella notte. Le strade infatti avevano continuato ad essere strane trappole ad alto rischio. Una donna vestita da donna o da signora o da ragazza avrebbe fatto fatica a girare senza essere importunata quando non pesantemente apostrofata e in qualche caso abusata. Poi la colpa veniva sempre data a quelli, che chiamavano diversi, a sentir loro venivano sempre da fuori i “passionali” e gli “eccitati”. Era stato sempre così fin dai tempi dei tempi, ma lui non credeva nemmeno a questo. Non poteva credere di essere il solo del posto e soprattutto lo sapeva. Ne aveva incontrati tanti, anche in crisi dura. Una sera aveva visto in uno di quei bar perfino il professore del quarto piano che faceva tutta quella fatica per passare per una persona per bene e controllata.
Per fortuna la vide alla stazione mescolata ai passeggeri che aspettavano i treni in partenza. In fondo anche il suo era un viaggio. Gli diede la sua dose furtivamente nei pressi di un vagone abbandonato. Fu una cosa rapida; frettolosa. Non si sentì colpevole, ormai se aveva avuto quei problemi li aveva superati o scordati, nemmeno nei confronti di sua moglie. Era una questione per lui di sopravvivenza. Era una brava donna quella donna; sua moglie. Una donna volitiva e pratica. Niente da dire. Non aveva nulla da rimproverarle. Poteva anzi ritenersi fortunato. Non era nemmeno brutta, ma questo importava meno. Eppure non riusciva a trattenersi e doveva uscire in sere come quella inventando per lei la prima storia credibile che gli veniva in mente. E quello che lo preoccupava era che succedeva sempre più spesso. Non gli restava che ricorrere alla sua spacciatrice per trovare un po’ di alleviamento. Quante volte aveva sentito dire che domani sarà diverso? Avrebbe potuto capirlo fin da subito: quella vita non gli bastava. Persino la prima notte di nozze non aveva potuto evitare di pensare a quella ragazzina dai capelli lunghi e gli occhi enormi. La sua prima ragazza, il primo amore. Era giovane anche lui allora e come sempre il tempo passato gli sembrava un tempo migliore.

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