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Archive for 4 dicembre 2010

Monete con Giano bifronte

Per lui era sempre stato naturale scrivere con entrambe le mani. Il padre avrebbe voluto farne un chirurgo, la madre un pianista e benché si fosse applicato a lungo e con cura non fu mai molto più che un mediocre esecutore; finché anche se ne convinse e poté smettere.
Era un ottimo ritrattista, niente di più; e questo non fu mai né sufficiente, né mai accettato da nessuno in quella casa.
Quando si rese pienamente conto che gl’altri governavano una sola mano mentre sull’altra avevano al massimo poteri limitati provò, per sé, compiacenza e, per quella sua capacità, ammirazione.
Nel tempo quell’orgoglio lentamente s’intepidì e divenne dapprima una sottile arroganza per finire poi in una sorta di fastidio.
Nel farsi uomo, senza consapevolezza, percepiva come propria l’incapacità non solo di sfruttare quel dono ma di governarlo. Fu amaro arrendersi all’evidenza. Rimaneva la sua unica dote ed era meno che utile; sempre più esercizio.
Non sempre la maturità procede in modo sincrono con l’età, o il tempo che dir si voglia. Conobbe la donna alquanto tardi; almeno a confronto del dire degli amici.
Già il processo era palese. Aveva perso il governo, il governo di quelle mani. Erano due anime differenti e divergenti ed entrambe estranee.
Una corteggiava l’oggetto della sua indifferenza, lo vezzeggiava, lo incoraggiava. L’altra mano lo respingeva con rancore. Non per un senso preciso, almeno non nel modo che a lui poteva sembrare avere un minimo di razionalità, ma in una sorta di semplice antagonismo.
Ora l’una, ora l’altra, scambiandosi le parti, governava la mimica dell’amore e viceversa il gioco contrario. A volte una gli creava anche situazioni inaccettabili di imbarazzo e vergogna.
Un giorno, in autobus, quella mano sfiorò arditamente e con decisione una donna che lui non aveva mai conosciuto e quella nel voltarsi trasformò l’indignazione prima in sorpresa e poi in sorriso.
Partì per la città senza destare rimpianti e senza più sogni da inseguire. Partì di sera lasciando due lettere sul tavolo.¹


1] scritto il 18 aprile 1991 [le date sono sempre indicative, comunque il racconto non è mai successivo]

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