Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 6 dicembre 2010

Nella fucina, lì dove si forgiano gli uomini, le loro carni, la grande madre di ferro e di fuoco arrotava gli artigli, in mille bagliori di luci accecanti (era incredibile come accecassero quelle scintille). Ombre e luci: l’immagine quasi fotografica aveva un che di apocalittico; come un qualcosa di tragicamente magico e divino. Gli uomini che vi lavoravano erano stati trasformati: la pelle era diventava scorza, dura e abbrunata; Il rumore, percosse metalliche, era assordante; gli occhi fessure che avevano perso la meraviglia. Immerse il mestolo nel barile dell’acqua per chetare la sete. Si deterse il sudore col braccio. Pensò a come sembrava un paesaggio di inizio secolo di due secoli prima. Ne aveva solo letto o visto testimonianze fotografiche prima di quella storia che la storia non è un buon giudice. Era già una fortuna che avesse un lavoro ma con l’uomo nuovo non ci sarebbe più stato bisogno di un lavoro. In fondo i caratteri erano una scheda stampata. Lui era incaricato dello smaltimento dei residui di lavorazione. Si chiedeva il perché di tutto quello spreco; la ragione per cui avevano smesso di montare il raziocinio. Aveva sentito dire che il motivo era dovuto ad un difetto di produzione del pezzo ma la cosa non lo convinceva completamente. Aveva la sensazione che il futuro fosse dietro alle sue spalle.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: