Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 7 dicembre 2010

Fotografia a Colori di Ross sul Canal grandeMi sento di affermare che è conoscenza comune che la mia città, Venezia, sia una città “Particolare”. In realtà una delle sue particolarità sta nel fatto che ci si muove su vie d’acqua. E’ altrettanto comunemente risaputo che non vi circolano macchine ma barche. Qualcuno si chiederà com’è possibile vivere in una città simile, ma questo solo per uno sparuto gruppo di persone che vuole ignorare. E’ altresì comunemente conosciuto che Venezia è un piccolo gioiello ed una sorta di museo a cielo aperto. Fino a qui stiamo nell’ovvietà.
Questo e quello danno al centro storico un fascino ma comportano anche qualche piccolo disagio.. Per i residenti come me, ad esempio, non è facile muoversi all’interno di una città vissuta da una gran massa di turisti che vi si muovono scompostamente come in un bazar, considerando anche che è una città anche molto camminata. Che si bloccano improvvisamente affascinati senza curarsi del “traffico”, rischiando tamponamenti per fortuna senza gravi conseguenze. Ma Venezia è anche una città che offre molte occasioni nonostante la sua contenuta dimensione e, attuale, popolazione. E’, come si usa dire, una città di cultura, spesso luogo di interessanti spettacoli e comunque ricca di musei e gallerie. Se una persona riesce a vivere senza il sedile dell’automobile sempre sotto il culo è quasi una città ideale.
Tanto dire per non dire nulla. In effetti mi sono apprestato a questo post con lo scopo di osservare come spesso ci sembrano normali cose che non lo sono, ma a cui prestiamo poca attenzione proprio perché le abbiamo sempre e da sempre sotto gli occhi. A volte noi fortunati, noi veneziani, dovremmo farci prestare gli occhi dai turisti. Dovremmo riscoprire le bellezze di quella nostra normalità, di angoli che passiamo distrattamente.
Ma in alcune occasioni residenti e turisti per muoversi nella città lo fanno sui battelli, che qui sono l’equivalente degli autobus. Da tanto tempo che rende la cosa come una normalità, un “diritto”, negli imbarcaderi vi sono dei distributori per piccoli volumi gratuiti. Questi volumi di poche pagine sono messi a disposizione dei viaggiatori per accompagnarli durante il tragitto e la collana e stata titolata appunto Subway. Si tratta di brevi racconti ma anche di poesie e sulla copertina è anche segnato per quante fermate del tragitto possono accompagnare il viaggiatore. Pur essendo veneziano da molte generazioni, ma per un bel po’ mi sono assentato, non so il significato in dialetto di subway, ma credo che questo non abbia la minima importanza. Questa vecchia iniziativa mi è sembrata una bella iniziativa e se non se n’è abbastanza parlato improvvisamente m’è sembrato doveroso ricordarla. E mi piace pensare che le buone iniziative possano trovare terreno fertile e imitazioni.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: