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Archive for 9 dicembre 2010

Una napoletana a Palermo ha sempre creato dei casini. Anche lei non aveva altre armi che quelle del suo fascino e si sa che quando una napoletana ce l’ha, il fascino, lo unisce a quella esuberanza innata, e allora… Ma in questa piccola realtà lei si trovava solo di passaggio e se ne sarebbe andata. Lo avevano emozionato i suoi soffici capelli corvini e cercava un approccio fatto ancora di soli sguardi. La sera, come d’abitudine e come un presagio, scoloriva le cose e frangeva raggi bassi sui vetri. Agata (non si chiamava naturalmente Imelda) non sapeva che era da allora che in quelle terre non potevano sopportare i francesi e ignorava come lui, tra le vesti, fosse armato. A tutto si dovrebbe aggiungere il fastidio naturale se un forestiero si prende delle confidenze per una delle nostre donne. Poco importa se la donna non palesa sgarbo e non manifesta di non gradire. Più conosceva le donne e più sapeva di avere ancora tutto da imparare. Vi sono donne fatte a modo loro e ogni donna è una meraviglia a parte e del tutto complicata. Fu dopo un rapido scambio di insulti che passarono ai fatti. Ancor oggi si chiede perché poi lei si sia allontanata con uno che parla quella lingua stupida. Di gente come lui dalle sue parti si dice amaramente: tradito e picchiato.

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