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Archive for 27 dicembre 2010

E’ sempre facile parlare di vita e di morte quando si parla degli altri o per sentito dire. Certo che lui li ammirava quelli che il coraggio ce lo avevano. Lui amava Enrica perché era sua moglie e perché era paziente. Aveva cercato di farsi accettare dai suoi e la sua vita era sempre stata così. Non sapeva in che misura lei lo stimasse ma dubitava lo facesse. D’altronde non trovava un argomento per essere orgoglioso di se. Quella donna si era spogliata per raccontarsi tutta. Di storie tristi ne aveva sentite molte anche se forse mai come quella. E non aveva dovuto fare strada per raccontarla. Ed è sempre meglio diffidare: di impostori sono piene le strade del mondo. Cosa rendeva veramente quella disperazione più vera e credibile? Eppure i suoi occhi possedevano una tristezza che pareva un baratro. Sul viso e le nocche portava segni di percosse. E aveva troppi pochi denti per gli anni che diceva. Nemmeno lui lo era duro ma gli avevano sempre raccomandato di essere assennato. E faceva freddo per stare lì in strada. Non riusciva a non essere cortese. Si rendeva conto che lei sapeva e voleva muoverlo alla pietà. Ma la mano era già la mano di una morta. Non aveva che il dubbio e l’unica consapevolezza di essere solo un suonatore di sassofono.

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