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Archive for 24 gennaio 2011

pittura con tecnica mista su cartone telatoSospettava un sospetto. La girava, la voltava tra le dita ma una corda non restava nient’altro che una corda. Filamenti erano rimasti nel collo; niente di alcuna utilità. Dopo il minuzioso sopraluogo si alzò deluso. L’unica certezza era che quella corda gli aveva tolto la vita. Era un’indagine che poteva apparire complessa quella dello strangolatore di Arcave. Lui aveva un corpo e mille ragioni per un delitto ma niente in mano; già! tranne l’arma: la corda. Nessuno, naturalmente, aveva visto niente. Non c’erano testimoni attendibili, solo voci e chiacchiere e parole di impacciato imbarazzo e conforto per Giulia. “Cara… non faccia così. Vedrà. La vita continua”. Lei non aveva che lui. Carlo Spillare non sapeva come dirglielo ma lui la pensava così e ormai ne era quasi certo. Lo strangolatore di Arcave non era nemmeno uno strangolatore. Si poteva supporre che ne fosse rimasto impigliato da solo. I gatti sono animali strani: cadono sempre con le zampe, hanno quell’aria felina che sembrano sempre in caccia, vedono le cose molto da distante e quando noi non le possiamo vedere e poi finiscono sotto una stupida macchina o impiccati ad una corda dei panni. “Venga, l’accompagno per un pezzo. Le posso… magari un caffè”?

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