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Archive for 7 febbraio 2011

Dopo la maschera rimase nudo. Le parole stentoree aleggiavano ancora in sala. L’attore scese in platea, abbracciò il principe e lo baciò sulla bocca. Vi fu un brusio in sala. Fu per questo che fu condannato a bruciare per tredici volte. Una stola di visone applaudì alla sentenza. In mille corsero fuori per non tardare all’esecuzione, spingendosi l’uno contro l’altro. “Signora; posso camminare dove cammina lei”? Nella piazza dei giullari anche una risata può trasformarsi in dramma. Lei salì con tutta la sua arroganza: Ecchediamine! era pur sempre la prima donna. La madre invitò la vicina ad apprezzare la sua consumata bravura e la dignità con cui denudava il petto al giudizio degli uomini e a quel fuoco. Gli uomini spalancarono gli occhi al cospetto del suo petto e solo per un attimo maledirono le fiamme che toglievano loro il tempo e confondevano l’attenzione. In realtà lei aveva una voce afona, nasale, ma non aveva bisogno di parlare. Nessuno aveva mai visto niente di più vero di quel vero. Intanto sul rogo la punizione straziava agli interpreti le vesti e le carni. Presto tutti scordarono ogni disapprovazione e furono colti dal massimo entusiasmo. Il ragazzino chiese alla mamma perché i Babbonatale scappassero così dalle finestre.

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