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Archive for 1 aprile 2011

Era salito tra l’indifferenza generale.
Non appena si liberò un posto, poco lontano da me, velocemente lo occupò e con gesto rapido ma che non poté passare inosservato trasse dalla tasca un libro. Fu quella rapidità che lo tradì e che attirò la mia attenzione.
Solo allora collegai e capii l’incertezza e la provvisorietà del suo equilibrio, l’aggrapparsi con forza senza vincere il movimento ma anzi subendolo e restandone sballottato.
Passò la mano lungo l’unione delle due pagine perché si mantenessero aperte in un gesto lento e leggero, in un gesto che sembrava contenere uno strano rispetto; ed io cercai di capire che libro era, mi affannai, allungai lo sguardo sulla pagina aperta senza risultato, ma con una certezza: non vi erano giustificazioni.
Lui non aveva l’età di uno studente né l’aspetto di un insegnante, e poi la forma del libro denunciava come non potesse trattarsi per certo di un testo scolastico. La copertina non era sufficientemente colorata per essere uno di quei romanzi che si vendono dai giornalai; la carta lo distingueva decisamente sia dai manuali tecnici che dai condensati.
Oramai l’attenzione di tutti era puntata su di lui e si era fatto silenzio. Se ne doveva essere accorto e la cosa era denunciata dal fatto che stava ancora, e da troppo tempo, leggendo quella pagina a sinistra.
Ci fu una curva a sinistra, un attimo di controluce, forse credetti soltanto di vederlo sudare.
Alla fermata la porta fu aperta e lui rapidamente scese e si allontanò.¹


1] scritto il 16 giugno 1992

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