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Archive for 13 aprile 2011

C’era un momento di silenzio, c’è sempre un momento di silenzio, prima; di attesa. Leggermente vanesio il Fante di fiori, nacchere di ciglia, muoveva occhi graziosi e cercava parole gentili ove nascondere le sue verità. Lo si sarebbe detto Rugiada di rosa ma anche Spina, per la sua cura del particolare e l’esibita riservatezza la manifestava in un impercettibile rossore. Erano così diversi tra loro ma il Jack di bastoni non amava certo fare melenso. Non aveva bisogno di mediazioni per la sua voce stentorea ed era, naturalmente, sicuro di se. Anche le sue preghiere erano ordini e i suoi occhi non temevano occhi, guardavano diritti alla preda. Il Jolly di denari aveva messo quell’aria assente. Certi giochi dei mortali lo annoiavano. Lui, il mazzo delle rose, lo aveva comprato tutto. Nessuno avrebbe potuto sostenere il suo rilancio. Il piatto attendeva il suo padrone. La regina di cuori prendeva e possedeva tutto quel tempo. Niente e nessuno le poteva mettere fretta. Il silenzio pendeva dalle sue labbra. Inutile dire chi, da donna assennata, avesse già scelto: aveva accettato quel regalo che era un pegno senza impegno sapendo che quella stessa notte sarebbe scivolata, nascosta nel buio, tra le lenzuola dell’uomo arrogante. La quinta carta era solo una carta priva di valore.

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