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Archive for 3 agosto 2011

tazzina di caffèIo lo amavo e credevo che l’amore fosse una cosa facile. Forse dovrei dire che ero sicura di amarlo ma si può mai essere sicure di qualcosa? So solo che era cominciato, quell’amore, almeno inizialmente, con un senso di fretta e di passione. Poi mi ero rifugiata in lui con un senso di appagamento e tranquillità; ma questo solo dopo, un poco dopo (questioni di punti di vista). Un mattino come un altro mi sono ritrovata svegliandomi come se quell’amore fosse finito o meglio mai esistito. Lui era un estraneo ma uno strano oggetto di estraneo. La sua sola vicinanza mi creava fastidio. Ho scoperto nel tempo che provavo piacere nel fargli del male e forse gliene ho fatto abbastanza. Non c’è nessun dramma della gelosia. In seguito ho capito che fargli del male era farmi del male ma allora non lo capivo. La bambina era anch’essa un pretesto. Quello che mi faceva arrabbiare di più era che lui accettava indifeso, finché non ho preso la decisione definitiva. In quel momento mi sembrava la cosa migliore da fare. Sembrerà stupido ma appena lontana ho capito di amarlo ancora, anzi di non averlo amato mai come allora. Non c’è niente di peggio di chi vuole consolare. Niente è più stupido di certe cose che capitano quando vogliono e in quel modo. Se non fosse bastata una telefonata avrei fatto qualsiasi cosa. Ora ci vediamo ogni venerdì pomeriggio –è il nostro giorno. Il nostro amore sembra sempre una cosa nuova.

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