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Archive for 16 agosto 2011

La starEra uno scricciolo di ragazzina tutta denti e occhi; poi era cresciuta. Era cresciuta da per tutto ed era cresciuta molto che sembrava non fermarsi mai. S’era fatta una giovane donna bella ed esuberante, molto alta. Si era fatta una di quelle donne che ti costringono a girarti per strada, abbondante sul davanti, e, debbo ammetterlo, persino io me n’ero accorto. Cercavo di essere gentile ma anche nelle gentilezze divenivo goffo poiché temevo di esagerare e che si potesse capire che con lei mi si creava quello strano senso di disagio, eppure la conoscevo da prima, da sempre. Lei invece sembrava tranquilla e non soffrire nessuna pena; riusciva a abbandonarsi anche a delle confidenze che non mi sarebbero state dovute. Conoscevo i suoi e non potevo fare la loro parte anche se per età lo avrei potuto. Per quella sua, come dire? fisicità il tempo non era d’aiuto e ogni giorno le cose si complicavano ancora di più finché non smisi di chiedermelo ma cominciai a sognarla. Credevo si fosse tutto risolto quando una vacanza studio la tenne per molto tempo lontana. La sentii non più di un paio di volte al telefono ed erano telefonate brevi ed insignificanti. Tornò e venne per dirmi che era tornata. Mi chiese solo: “la zia è in casa”? Anche quel giorno mi sarei accontentato anche di poter guardarla un po’ alla volta. Tutta in una volta, e non solo guardarla, era più di quanto potessi immaginare. E sopportare.

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