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Archive for 23 agosto 2011

tazzina di caffèIo lo conoscevo bene. Era un uomo intelligente e molto riflessivo e aperto e tollerante ma come molti, anche tra le persone indubbiamente pensanti, si credeva portatore di principi; nel suo caso si trattava della controversa teoria della logica. Quando incontrò Annelise cercò di nasconderlo anche a se stesso, fin dal primo istante, che in quel rapporto, che lui inseguiva, non c’era un briciolo di posto per il buonsenso. In realtà la giovane donna, straniera per madre, non era che lo specchio di quella contraddizione, oltre a restare un amore impossibile. Erano piccole incrostazioni ideologiche sedimentatesi col tempo, quelle che vengono definite verità. Poteva lui amare senza essere riamato? Amare la donna di un altro? Non si pose il problema di che cos’è una verità nella sua lotta col dubbio. Il dubbio uccide quella che viene comunemente definita verità. Senza il dubbio quella verità era troppo simile ad un atto di fede e lui era un non credente. Si immaginò alcune lettere indirizzate a lei e cercò di non porsi angustie anche se lei era evidentemente più colta e intelligente di lui, tanto da dargli soggezione. Chiese il suo parere su dove fosse meglio far passare quella dannata strada ovvero se tagliando una parte di bosco secolare o confiscando quel vecchio mulino in rovina. Superò qualsiasi dubbio consapevole che in qualunque luogo avessero posto il tracciato di quella strada avrebbero scontentato gli uni e lasciato indifferenti gli altri, ma si doveva fare e poi ne aveva parlato tanto per parlare. Decise che quella strada avrebbe rappresentato progresso per la sua cittadina e che avrebbe potuto amarla se lei si fosse lasciata amare.

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