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Archive for 3 ottobre 2011

tazzina di caffèMentre guidava nel paesaggio diafano, con quel bisogno di dire, si ricordò di Moses E. Herzog; che poteva anche scrivere alle persone, sia che fossero o che non lo fossero più, anche se loro mai avrebbero potuto leggere quelle parole. Spense la radio e fu così che finalmente riuscì a dirlo a Carlotta “Non mi è mai piaciuto il modo in cui cucinavi il riso”. Se ne pentì subito e immediatamente si sentì come liberato. Poteva farlo. Le sue lacrime non lo ricattavano più. Gli scheletri degli alberi erano fragili figure quasi dello stesso vetro del cielo. Si chinavano tutti in una direzione “Non vorrei rubarle il suo tempo, per quanto lo ritenga frivolo, ma la sua teoria del riscatto mi sembra solo richiami per le allodole. Mi addolora”… Si sentiva leggero; era un po’ che non pensava a quel passaggio delicato in Haydn. “Le note restano sette e anche a voler essere generosi le alchimie si stanno esaurendo ma c’è un ma: sono i sentimenti quelli che contano”. Stava diventando pazzo? no! forse era solo quella sorta di ebbrezza che gli dava sapere che, quando sarebbe giunto, lo aspettava Simona. Che lo avrebbe accolto il suo sorriso radioso. “Puoi continuare ad allineare le tue cifre ma alla fine, come risultato, avrai solo il debito della loro aridità. Io non sono per essere solo il mille o mille volte mille”. Qualsiasi convinzione gli andava stretta. Lei almeno non sarebbe ricorsa al Martini; odiava il Martini. Certo non era la Pennsylvania Avenue. Fu solo un intervallo di breve durata “La sua scomparsa è stata unicamente un vero e proprio tradimento”. Al massimo avrebbe versato un bicchiere di Porto rosso freddo per entrambi. Si parla meglio con un bicchiere di Porto rosso fresco tra le dita. Simona aveva mani con dita lunghe e sottili. Mani che svolazzavano sempre in movimento. In fondo belle. Piene di piccole storie da raccontare. Voleva solo stare in silenzio e ascoltarle tutte.

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