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Archive for 24 ottobre 2011

tazzina di caffèMaria era ancora sudata sopra ai fornelli. Giuseppe andò alla porta ad aprire. Naturalmente lui era arrivato con una bottiglia di vino, rosso. Forse si era dimenticato che per pranzo era previsto pesce o forse il rosso era il suo colore. Entrò sicuro, impeccabile come il solito (curato al minimo dettaglio), accompagnato da un alone intenso di dopobarba. Chiese il permesso di mettere la bottiglia in frigorifero. Ce ne fossero altri come lui, pensò Annastella, così decorativi; o capitasse più spesso. Due occhi azzurri sono troppo di frequente due splendidi occhi azzurri. Lui salutò prima la padrona di casa poi l’amico e in fine l’ospite, quella giovane nuova che non conosceva; poi si accomodò senza che nulla di lui rischiasse l’offesa di una piega. C’era ancora un poco da attendere. Annastella provò a informarsi cortesemente di lui: in realtà lui pesava le risposte come se dovesse districarsi tra delle scelte, ma anche i suoi argomenti sapevano di dopobarba. Più che interessarsi voleva interessare e continuò a parlare di sé anche mentre sezionava il pesce con una precisione chirurgica. Non si può sempre avere tutto ma qualcosa, a volte, e pur sempre qualcosa; soprattutto se anche piove. Non le toglieva mai gl’occhi di dosso e quando chinava leggermente il capo, per passarsi il tovagliolo sulle labbra, il suo sguardo assumeva un’espressione strana che lei non conosceva, ma che sembrava soddisfatta o forse vagamente intrigante. Vedeva, cioè, in quegli occhi quella che lei avrebbe detto approvazione e fu in quell’istante, o poco prima o poco dopo, che cominciò a batterle il cuore. Voleva che la guardasse. Si chinò apposta. Non lo aveva mai fatto. Non riuscì a verificare che lui l’avesse fatto.
Naturalmente lei, Annastella, aveva portato il dolce.

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