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Archive for 22 dicembre 2011

studio per una nuova locandina per la mostraIo condivido con il gruppo “Restiamo Umani con Vik” la speranza di Restare Umani in un momento in cui di umano sembra non essere rimasto più nulla e in uno spazio in cui la disumanità e la violenza degli uomini sembrano aver raggiunto l’apice. Coltiviamo la speranza che l’Umanità dei singoli prevalga sulle ragioni dei governi.
I disegni della mostra che vi proponiamo vengono da Gaza. Che cosa sia Gaza ce lo può dire una qualsiasi ricerca su Wikipedia, i dati riportati ci informano di una popolazione di circa 1.700.000 abitanti con una densità abitativa tra le più alte del mondo. Gaza è una striscia di terra tra cielo e mare, una fascia costiera a tratti coltivabile. Ma Gaza non è solo questo. Gaza è il rifugio di milioni di palestinesi che sono scappati dalle varie guerre con Israele. A partire dal 1948, dai primi massacri come quello di Deir Yassin e di altri villaggi che gli israeliani (non era ancora stato dichiarato lo stato di Israele, stiamo parlando dell’aprile 1948) mettevano a ferro e fuoco e causavano esodi forzati di migliaia di palestinesi. Molte delle zone che gli ebrei occuparono nel 1948 erano città costiere e da lì scapparono tanti palestinesi, chi verso il Libano, chi verso l’entroterra e chi verso Gaza. Ci sono Gazawi che conservano le chiavi e i lucchetti delle loro case lasciate nel 1948, altri invece sono arrivati a Gaza nel 1967 in seguito alla seconda occupazione. Ci sono famiglie divise che, provenienti dalla stessa città, si sono ritrovati divisi tra Gaza e una periferia giordana. Ci sono famiglie di profughi che si sono riunite a Gaza dopo la seconda occupazione, quella del 1967. A Gaza, negli anni, si sono ammassati milioni di profughi nella speranza di tornare. E quando questa speranza è andata scemando e sono aumentati i problemi di sopravvivenza, l’area si è trasformata in una zona disperata che attendeva solo un riscatto. Negli anni ’70 in Israele sale il primo governo di destra che appoggia tutti i movimenti oltranzisti dei coloni, tra cui il movimento ultrasionista del Gush Emunim, a quel punto anche a Gaza, dove i profughi continuano ad attendere il ritorno, si crea un movimento politico di ispirazione islamica che promette il ritorno alle loro case. E’ l’origine di Hamas, l’ala politica e militare del movimento religioso. Raccoglie le persone con posizioni più estreme perché estremo è stato fino ad allora il loro modo di sopravvivere. Gaza non è sempre stata governata da Hamas. A Gaza era molto forte l’Autorità di Arafat, c’erano e ci sono i Palestinesi del Fronte popolare (i comunisti), ci sono più di 5000 cristiani e, ultimamente, ci sono tanti giovani stufi dell’occupazione israeliana, delle divisioni interne al potere palestinese e stufi della regime teocratico di hamas. Nel gennaio 2006 Hamas sale al potere e viene subito definito un movimento terroristico pericolosissimo dagli USA. Questo autorizza Israele a bombardare e a colpire la Striscia di Gaza ogni volta che si presenta l’occasione ( e l’occasione è data dal lancio di missili Qassam, dal rapimento di Shalit, dalla fermezza delle posizioni dei leaders di Hamas che vengono fatti fuori uno ad uno con omicidi mirati. Omicidi mirati che il più delle volte coinvolgono i civili). Ma i civili palestinesi per Israele sono solo un dettaglio non importante. Con questa ottica tra dicembre 2008 e gennaio 2009 Israele sferra l’attacco aereo e terrestre dell’Operazione Piombo Fuso in cui morirono tantissime persone. Voglio riportare i dati di una ONG israeliana che si occupò di stabilire il numero delle vittime. Non a caso cito una ong israeliana, poiché è necessario sapere che la politica scellerata del governo militarista israeliano non è condivisa la 100% da tutti gli israeliani:
L’offensiva israeliana contro Hamas nella Striscia di Gaza ha fatto circa 1.400 morti palestinesi, più della metà dei quali non erano combattenti.
Lo ha annunciato oggi l’ong israeliana B’Tselem che ha pubblicato un bilancio rivisto dell’operazione ‘Piombo fuso’. B’Tselem, che ha condotto sue proprie ricerche, afferma che 1.387 palestinesi sono rimasti uccisi durante le tre settimane di conflitto.

Testo della presentazione della nostra carissima “umana” Giuseppina Fioretti.

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