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Archive for 9 gennaio 2014

Storia di un’emozione che i nostri compagni di viaggio non hanno potuto condividere (ma ogni foto e tutta la Palestina è piena di storie).
Andiamo a Bovezzo. Perché c’è una grande festa per la Palestina. Perché ci sono dei meravigliosi amici ad aspettarci. Perché abbiamo spedito la nostra mostra dei disegni dei bambini di Gaza su quel vergognoso conflitto. Perché così ci va e ci dà soddisfazione. Insomma andiamo a Bovezzo che per chi non lo sa è ad uno sputo da Brescia. E andando sappiamo di incontrare anche Luisa. Per essere precisi fino alla noia è il 28 giugno. Ci sono tendoni e un palco, cioè si mangia e si parla di Palestina. C’è il banchetto dei libri e una mostra di bellissime fotografie di un fotografo Palestinese che conosciamo in quel momento anche se alcune delle foto ci erano note. Premetto che io credo in certa magia e non credo nell’impossibile; dico sempre: bisogna provarci. Magari stupido ma inguaribile ottimista. Per farla breve torniamo dopo aver acquistato un po’ di materiale fra cui quattro foto belle che incorniciate, compresa quella di una donna che affronta un soldato israeliano, proprio quella che vedete a fianco, ma non abbiamo posto sulle pareti e aspettiamo di trovarlo ponendola in un angolo. Insomma torniamo con belle vibrazioni, ottimi ricordi e un po’ di cose tra cui le foto. Direte: e allora?
Abbiate pazienza, nulla si fa in un attimo. Nel frattempo potete andare a vedervi le foto. In ottobre, per la precisione il 26, organizziamo un convegno sulla Resistenza a Kafr Quaddum: Il coraggio della non violenza, ospitando due nuovi amici palestinesi. Dopo le fatiche siamo a casa gozzoviglianti e a Murad Shtaiwi cade l’occhio sulla foto. Scoppia a ridere e ci spiega “Ma quella è mia zia”. Data la mia conosciuta ignoranza non solo delle lingue lo so in traduzione. E tutto pare finito lì. Continuiamo nel nostro impegno e incontriamo altri amici. Il tempo passa senza fretta. Non sempre vola alla nostra età.
Per capodanno, ma ormai e risaputo, ce ne andiamo in Palestina con un viaggio di conoscenza (e sofferenza). Si gira per i posti e si apprende e si partecipa e parteggia, ma non possiamo evitare di staccarci per andare a trovare a casa gli amici Murad e Samir. Vediamo colonie, vediamo infamie, testimoniamo soprusi e barbarie, in fondo alla strada ci aspetta il piacere dell’amicizia. Quei sorriso e quegli abbracci ricompensano di tutto. Ci accolgono pieni di sorrisi e con grande gioia e lì, sprofondata in un poltrona, c’è un piccola donna dal viso gentile e dolce: è quella zia Resistente. Mi si inumidiscono gli occhi ancora oggi solo a raccontarlo. Non riusciamo che a coccolare quello scricciolo di donna impavida e piena di coraggio e orgoglio, quell’orgoglio ce l’ha impresso nella faccia, tra le rughe, assieme ad una serenità che alberga nelle sue pupille facendosene padrona. Certo: voreremmo portarcela a casa. E lei quando la salutiamo si commuove e anche i suoi diventano rossi. E questa una delle immagini più belle di questa visita in Palestina e ve la regaliamo, come dire “dalla cornice alla realtà”:

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