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Archive for 8 aprile 2014

Se nessuno l’ha ancora detto mi chiamo Sante. E sono Sante quello fortunato giacché la fortuna ha riso proprio a me. E la mia fortuna è lei. O lei è parte della mia fortuna. No! naturalmente non sono andato a casa sua. Almeno non ancora. Non so se mi inviterà. Non so nemmeno se me lo auguro. Se mi farebbe voglia. Prendere appunti: Se c’è un invito accertarsi che non ci sia la madre. E non parlo di una storia banale. Di una storia di quelle che capitano tra ragazzi. Il mio è un segreto, ma un segreto da adulti. Per il resto il mio cuore l’ho già dato ad un’altra. Sono, o sarei, o più precisamente provvisoriamente ero, impegnato. Nemmeno sono certo del suo indirizzo, ma posso chiederlo. Ed è una storia da non dire. Di quelle che non si possono raccontare. E’ successo tutto ad una festa. A casa di amici.
Magari a uno grande… ma no! Anche a uno grande. Mica capita tutti i giorni. Muoio dalla voglia di dirlo a Claudio. Non so da dove cominciare. Non vedo l’ora che torni. E’ stato proprio sfigato a perdersi quella festa. C’era da divertirsi, veramente. E si sarebbe divertito anche lui. E invece gli è toccato S. Martino. Con i suoi. Sono stato proprio figo. Un vero… amatore. Mi ha fatto… Mi ha fatto una… Ancora non riesco a crederci. Non mi sembra vero. Voglio vedere proprio che faccia fa. Ma forse non dovrei dirlo a lui. Forse è un segreto. Non dovrei dirlo a nessuno. Né a lui né tantomeno a Loretta. Ma a Loretta non mi passa proprio di dirlo. Non so cosa ha preso a quella. Loretta, la mia Loretta; è piccoletta ma è tutta piena. E’ che lei è anche proprio carina. Dovrei dire che ha fatto quasi tutto lei. Il massimo. E mi ha chiesto di fare un giro col motorino. Promesso gliel’ho promesso. Mica potevo dirle di no. Dopo quello che c’era stato.
Accendo una sigaretta, distrattamente. La spengo subito e apro la finestra perché mia madre altrimenti sente subito il puzzo. Ha il fiuto di un segugio, quella. Devo chiedere a Giovanni se me lo presta un’altra volta. Magari solo un’altra volta. Non può dirmi di no. Sarebbe un giuda. E’ per una giusta causa. Magari gli prometto di presentargliela. Certo che è stata proprio una figata. Mi ha lasciato senza parole. Sbalordito. Che è stata lei a chiedermi di ballare. Ma io la guardavo già da un po’. C’ero andato contro voglia, a quella festa. Perché non c’era nemmeno Loretta. E non conoscevo quasi nessuno. Fortuna che ci sono andato altrimenti me la sarei persa. Sono certo che a Loretta passerà. Sarà stata di cattivo umore. Non volevo darle un dispiacere. Ma poi occhi che non vedono. Tra noi è tutto come prima. Per me. Con lei è diverso. Devo stare attento. Non vorrei che mi sgamasse. Per me la sua amica è solo un’avventura. Mi chiedo se è disposta a fare anche di più. Ma perché dovrebbe dirmi di no? Dopo quello che c’è stato. Tra noi. Perché dovrebbe dirmi di no? Magari me la fa vedere. Penso che sia una di quelle. Che non si faccia troppi scrupoli. Una che ci sa fare. Una che sa cosa fare. Una a cui piace.
Io… per me… ero proprio imbarazzato. E lei era tranquilla. E io avevo paura che arrivasse qualcuno. Spero non se ne siano accorti. Che non ci abbiano visti. Ma poi cosa mi importa? Quasi quasi… Se non importa a lei. Cioè ero in confusione. Vorrei vedere un altro. Non capivo più quello che facevo. Cioè che faceva. Ma dopo mi sono messo tranquillo. Stavo bene come un pascià. Le ho fatto proprio perdere la testa. Me la stavo a godere e a guardare. Ma io a Loretta voglio bene. O almeno credo. Adesso sono così confuso. Non riesco a pensare. Non riesco a pensare con calma. Loretta magari la vado a prendere domani a scuola. Si fa la pace e amici come prima. Mica lo deve per forza venire a sapere. Se non glielo dice quello scemo di Claudio. Ma Claudio se lo fa lo rompo. Ma con quella come faccio? Magari la porto in motorino. Giovanni non può dirmi di no. Gli spiego che è per una giusta causa. Di vita e di morte. Gli dico solo meno che posso. Non vorrei trovarmelo tra i piedi. E la porto in campagna. Sarebbe una figata. E’ già fatta.
Una domenica così non la potrò dimenticare. Che quasi quasi, solo a pensarci, mi vien voglia di rifarlo. Solo che adesso, in questo momento, mi sembra squallido. Con lei è stato tutto più bello. Se ci fosse qui lei… Magari glielo posso chiedere. Ma come si fa a chiedere una cosa del genere? A una ragazza? Mica posso… Potrei chiamarla per telefono. Magari è più facile. Sarà? Ma mica posso al telefono dirglielo. Che ci avrei voglia. Ancora. Anche subito. La faccio venire qui. In cameretta. Con la scusa di studiare. Dico a mamma che ho i compiti. Che mi faccio aiutare. E intanto lei lo rifà. Zitta zitta. Certo non posso chiudere la porta. Mia madre non me lo permetterebbe. Con una ragazza poi. Magari potrei chiedere a Claudio quando i suoi non ci sono. Ma forse non posso. E’ un po’ che gli ha messo gli occhi addosso. Ma son certo che non se lo fila. Ormai l’ha presa per me. Ma se lui mi chiede? Se dopo cerca di fare lo stupido? Se ne vuole approfittare per sé? E poi chissà quando i suoi tornano ad andarsene. Una storia così non si può rimandare. Non si può tirare alle calende. Col rischio che Loretta ci scopra. Certo che se non freno la fantasia… è diventata una fissa. Ma come si fa a non pensarci? Dopo che è proprio successo? Maiala che confusione.
Lei ormai ha perso la testa. Eppure sa di me e Lorella. Non glien’è fregato niente. Forse è una di quelle che non ci bada. Anzi credo che le piaccia meglio. La chiamo o la faccio aspettare? Io la chiamerei anche subito. Fosse per me. Che ne so? Le dico: “Ti ricordi di me”? Mi sembra stupido. Fa ridere solo pensarci. Anche i polli. Ma certo che si ricorda. Le dico: “Quello della”… Perché mi sento così stupido? E se le chiedessi direttamente se le va di rifarlo. Ma certo che le va. Se l’ha fatto era perché le andava. E poi perché dovrebbe dirmi di no? Una quando ha fatto quello è disposta a fare tutto. Crederci non ci credo, ma magari è disposta a farlo con due. In fondo l’ha fatto lì. Che tutti avrebbero potuto vedere. Che poteva capitare qualcuno. E’ che lì l’ha fatto per me. Di questo ne sono certo. I baci non mentono. Mica sono geloso. O forse solo un po’. Adesso.
E’ che a chi capita una fortuna mica può dividerla. Rivenderla. Ci farei qualche spicciolo. Non è così facile. Non è colpa mia se Claudio era via. E’ capitato perché doveva capitare. E forse è stato meglio così. Certo che mi ha fatto toccare. Per dirla bene non so cosa toccavo. La maglietta era vuota. Devo provare a vedere se me le fa toccare anche Loretta. Ma con lei è tutto diverso. E poi mi sembra diversa. Non so se con lei… Lei non è così. Ma è donna anche lei. Comunque è stato figo. Soprattutto perché ha toccato lei. Anche il resto ma quello. Quello è stato il massimo. Mi ha fatto sentire un vero macho. Uno stallone. E un maiale. Insomma mi son sentito bene. E quando provi una cosa così non è semplice poi non pensarci. E se mi si appiccica?
Potrei sempre mandarle un messaggio in Facebook. Non certo dei cuoricini. Era vero come al cinema. Solo che eravamo noi gli interpreti. Io e lei. Dal vero. Certo che a guardarla non si direbbe. Sembra così una ragazzina. Che non era santarellina lo sapevo. Son cose che si sanno. Ma non fino a quel punto. E io che mi sarei accontentato del bacio. Mi dicevo: “E se non ci sta”? Poi quando l’ho baciata ho capito subito che le andava. Mica ha fatto la ritrosa. Mi son trovato subito la lingua fino in gola. Non ci sa molto fare. Ma magari sono uno dei primi. E sono stato anche fortunato. Dopo mi son detto: “Non si sa mai”. E così è proprio stato. Certo che avrei una voglia di gridarlo. Magari sono stato proprio il primo. Il primo a cui l’ha fatto; voglio dire.
Dopo non ha voluto che la accompagnassi a casa. Naturalmente voleva che restasse un segreto solo nostro. Che non si sapesse. Vuole rendere più bella la cosa. Con un po’ di mistero. Magari passo sotto casa. Che se si affaccia magari le faccio un salutino. Però il giro col motorino me l’ha chiesto. Questo è certo. Come è certo tutto. Non mi sto inventando niente. Magari Claudio non mi vorrà credere. Che faccia come vuole. So io che è vero. E so anche come farglielo capire. Se la porto fuori magari gli dico il posto. Vediamo se crede stavolta almeno ai suoi occhi. Forse gliene ho raccontate troppe. E’ che mi andava. E poi ero stanco di sentire lui. Lui che si vantava. E’ che in questo posto di merda tutti si conoscono, e conoscono tutti.
Insomma… mi son fatto l’amante.

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