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Archive for 28 giugno 2014

Circola in Facebook una polemica che forse fa sentire qualcuno importante. Vorrei disporre meglio del mio tempo, ma causa mia mi sono trovato coinvolto per aver condiviso con leggerezza una foto. Me ne assumo ogni responsabilità. Mai creduto di essere infallibile, ma davanti a alcuni commenti sento il dovere di chiarire la mia posizione e il mio pensiero politico, che alla fine non credo così rilevante. Mi preme solo non essere frainteso visto l’importanza del tema trattato: la Palestina.
Sono di parte, sono sempre stato di parte, sarei orgoglioso di potermi definire Partigiano. E con estrema modestia mi richiamo a quella grande Tradizione, a una Storia, a un’Italia. Sono lì i miei ideali, piaccia o meno. Mi richiamo a un soggetto politico nato a Livorno. Alla clandestinità e alla Resistenza. Difendo via Rasella e piazzale Loreto. Condanno fermamente le fosse Ardeatine e ogni tipo di dittatura dell’uomo sull’uomo. Avevo vent’anni nel Sessant’otto. Sono Sessantottino comunque, anche non lo avessi voluto; ma “lo volli”. Vorrei essere libero nell’agire e nel pensare e allo stesso tempo solo un militante di base. Non voglio fare e non faccio opinione.
E’ duro vivere sotto occupazione. Sulla Palestina… credo fermamente che un “Popolo” sotto occupazione abbia il Diritto di adottare tutte le forme di Resistenza che ritiene utili alla propria causa. Non mi meraviglio se davanti a tanta arroganza, alla distruzione, all’orrore, a questo criminale lento genocidio e al silenzio vi possano essere gesti (più o meno) estremi (non mi pare questo il caso). In fondo trovo il “gesto delle tre dita” una cosa più che normale. Meno normale anzi sub-normale credo questa forzata e sconsiderata e pedante richiesta di un “etica della Resistenza”; qui esagerata. Se chi si è fatto ritrarre con il forno alle spalle lo ha fatto con quella consapevolezza ha sicuramente fatto opera, minimo, di cattivo gusto, deprecabile e sicuramente non utile alla causa della Resistenza. Ne prenderei immediatamente le distanze. Solo Lei potrebbe dirlo e sinceramente non credo abbia voluto dare quel significato alla foto. Chi ne ha dato questa interpretazione è quantomeno ricco di fantasia e avrebbe dovuto avere il dovere di chiedere chiarimenti alla diretta interessata; facendo tutto questo nella sfera del privato.
Non mi sforzerò mai abbastanza di dirlo (anche a persone che stimo per la loro competenza): “le divisioni sono una delle armi messe in mano all’avversario”. Il foglio di propaganda sionista “Informazione corretta” non è tra i miei saggi di riferimento. Israele non ha bisogno di pretesti, se li cerca e se li inventa. Perdiamo il nostro tempo a spiegare cosa è un colono invece di santificare la loro dubbia scomparsa e darla per vera. Se condanniamo anche quel gesto delle tre dita che margini di manovra crediamo di poter lasciare alla Resistenza, tranne quello di migrare o di porre il proprio nome su una lapide, che verrà anch’essa divelta dal mostro dell’occupazione tanto privo di rispetto della vita quanto della morte?
Siamo tutti coinvolti. Non possiamo togliere a quel popolo anche la dignità della pietra. Non possiamo imporre loro solo di farsi ammazzare con un arma in mano. I sequestrati sono i palestinesi, senza alcun dubbio. Sosteniamo veramente tutte le forme di resistenza che i Palestinesi, nella loro complessa pluralità di Popolo, vorranno adottare. Così come erano molteplici nella forma di opposizione al fascismo della nostra “breve” Resistenza. Magari cercando di capire nella drammaticità quotidiana anche quei gesti che ora ci paiono, dai nostri divani, poco utili alla Causa. Davanti al fucile a volte i nervi possono anche saltare. Ieri manifestavo per Il rispetto della legalità internazionale e dei diritti umani. Non eravamo molti, mentre quando c’è da parlare e pontificare allora siamo quasi un grande universo, un vero oceano. Se i 3 coloni, e ripeto SE, sono stati “arrestati” da parte di una qualche organizzazione resistente, proprio per quella legalità e quei diritti il mio pensiero è molto semplice: i palestinesi avrebbero il “Diritto”, e ripeto Diritto, di “arrestare” tutti gli appartenenti a quelle bande armate che si definiscono coloni, che occupano illegalmente la Palestina e la cui opera è semplicemente rendere impossibile la vita ai palestinesi. L’esercito di occupazione è semplicemente un esercito di occupazione, nessuna Resistenza ad esso ha bisogno di essere giustificata. La Pace non si costruisce sulle tombe, anche se, non scordiamolo, la Pace va fatta con l’avversario. Troppo facile sarebbe trovare l’accordo con l’amico.
P.S. E un amico dalle galere sioniste ci fa telefonare per tranquillizzarci che il loro morale è alto, ottimo. Questi sono i palestinesi, mostriamo loro una faccia migliore. Cerchiamo di non essere peggiori di quello che siamo.

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