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Archive for 10 aprile 2017

istock_000058983098_small_1739825Pareva che Teresa, quelli giusti, li avesse trovati tutti lei. Certo che Teresa era una che si dava da fare e ci sapeva fare. Almeno da come la raccontava lei. Era piena di consigli e li elargiva a piene mani. Solo che di quei consigli non sapeva che farsene. Inutile dire dopo cosa si sarebbe potuto fare prima. E poi nemmeno a lei mancava la fantasia. Forse era la pratica a farle difetto. Le sue domande poi erano le banalità più scontate che le avessero potuto propinare. A volte anche imbarazzanti, altre solo banali. Eppure era la stessa Teresa a confermarle che a lei non mancava proprio niente. Se non ti amano vuol dire che non ti meritano.
Certo che gli aveva fatto notare come avesse le gambe lunghe, e le cosce sode. Certo che conosceva il linguaggio di un sorriso ammiccante. Certo… anche del sedere. Certo che sapeva essere provocante. E impaziente. O, se serviva, paziente. E farsi riservata. E farsi spudorata, cioè un po’ arrogante e un po’ impertinente. Ma anche, se era il caso, un po’ santa e un po’ quasi quasi non te la do. Poteva essere qualsiasi donna e tutte le donne Per me… fa lo stesso. Come vuoi. Visto che siamo qui. Non lo avrei mai immaginato. Certo che tu… Non ti credevo così… Non guardarmi con quegli occhi. Come ti sembro? Scusa, puoi abbassare la luce. Ma mi hai vista. Abbi pazienza. Per chi mi hai presa? Datti da fare. E quelle cose lì. Tutte le donne lo sanno. E’ solo che poi vai a pescare gli uomini che le capiscono. E trovare quelli giusti. E il momento giusto.
Forse era solo una questione di tempo e di tempi. Se uno non lo conosci proprio a fondo puoi fraintendere quello che si aspetta. Che tipo è. Mica poteva chiederglielo Che tipo sei? Come ti piace farlo? Non sarai mica uno di quelli? Non è che poi mi deludi? Sei un toro o un agnello? O un capone? E la prima volta è sempre fondamentale. Lui ti guarda e ti sembra impaziente. Tu lo guardi e ti pare che la pazienza non saprebbe bastarti mai. L’amore ha sempre mille sfumature. E lei non parlava di amore, si accontentava di una semplice e sana avventura. Non cercava niente di più.
Al dire di Teresa Spresiano era un vero gigante, un bronzo. Doveva essere particolarmente fortunata. Lei aveva incontrato solo normo-dotati, quando non mini-dotati. Certo che il ricordo storpia, ma quando aveva, come dire? incontrato Spresiano non le era parso nulla di che. Per dirla tutta più pelle che carne. Per Teresa le poppe erano tutto, erano il suo segreto. Ma lei, Teresa, le aveva abbondanti. E anche un po’ cadenti. E se tra loro si doveva posare uno sguardo era prima su di lei che si soffermava e si soffermava un attimo di più, con maggiore interesse. Solo che spesso si soffermava solo quello sguardo. Il proprietario non riusciva a trovare le parole, il coraggio. Si allontanava con la sua voglia silenziosa. E la coda tra le gambe.
A sentire Teresa bastava essere disinibite. Cosa vuol dire? Si ha un bel dire disinibita quando nessuno cerca nemmeno di attentare alla tua virtù. Quando uno sguardo da pesce lesso resta solo lo sguardo di un pesce lesso. E te ne stai lì ad aspettare l’occasione e mastichi aria e l’occasione continua a farsi aspettare. Non ci sono più gli uomini di una volta. Dov’è finito il maschio cacciatore? A raccontare fantasiose rodomontate. A berselo corretto. A parlare di sport e di quella che lui chiama politica. A farsi lo spritz. A distogliere lo sguardo se lo guardi. Se incrocia i tuoi occhi. Se ti si scopre un po’ di gamba. Se si accorge che te ne sei accorta. Se ha ammirato troppo a lungo, secondo il fesso, la tua maglietta. Come se potesse darti fastidio. Come se un complimento potesse essere non apprezzato.
E’ stato allora che ho detto a Teresa vai a fartelo fare da un bassotto e pelo corto. Che mi sono alzata e l’ho raggiunto al suo tavolo Posso dirti due parole trascinandolo via dagli amici. Scusa, come ti chiami? Veramente… io mi chiamo veramente… Salvatore; perché? Salvatore, ho visto come mi guardavi. Credo si stia sbagliando; io mica la guardavo. Certo che lo facevi. Mi deve credere. Ti è piaciuto quello che hai... Non vorrei essereInsomma, se ne hai voglia allora abbiamo voglia in due. Non credo di capire. Certo che capisci, intendo… sì, insomma… scopare? Dice sul serio. Certo, solo una scopata. E’ che ioFacciamo in fretta. Una sveltina. Una botta e via. E’ solo che devo prendere il pullman. E si è alzato. Soddisfatto. Soddisfatto di che?
Non era male Salvatore. Non sarebbe stato male. Ero certa che ci stesse ripensando. Spettinandosi i capelli. Ma appena si era allontanato era giù una storia chiusa. Se si può definite una storia. E sono tornata da Teresa Sei ancora qua? Dove volevi che andassi? Non dire che non te l’avevo detto. E allora? Hai visto anche tu. Cosa? Allora nisba. Perché? Che ne so? Mica potevo dirle che aveva appuntamento con un pullman. Lei aveva riso. Gli uomini restano un mistero. Se anche trovano il coraggio solitamente non hanno neanche niente da nascondere. Puoi aspettarti che ti riempiano di parole. Sei un’illusa ad attenderti anche dei fatti. E’ una storia già scritta: gli uomini che incontri sono sempre gli uomini delle altre.

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