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Archive for 17 aprile 2017

donna-libroAnche lei leggeva romanzi d’amore. Si sa come sono fatte le donne, se non c’è l’amore non è un romanzo. Spesso si faceva consigliare perché è facile dire, ma trovarli è un’altra cosa. Perché le librerie le facevano confusione. Meglio dall’edicolante. Ma non ce ne sono mai abbastanza. Perché le prime volte ne era stata delusa. Sembra che tutto sia amore. Anche i drammi di gelosia. Anche i grandi romanzi epici dove l’amore è solo di contorno, relegato in un angolo. Dove una donna guarda il suo uomo combattere e farsi sbranare dalle guerre. Lo guarda e lo aspetta. Ne condivide le pene. Lo vede eroe anche quando eroe non è. E’ già pronta al sacrificio, al sacrificio di perderlo. Perché questo è essere donna.
Poi ci sono anche quelli di lettere che non sono veri romanzi. Che sono amori tormentati. Almeno quasi sempre. Patire, partirò, partir bisogna. Lei che aspetta. Quando torni? Un bimbo piccolo che piange. La fatica di vivere. Il poco da mangiare. Vorrei essere là, ma… Il dovere. Delle ragioni più grandi. Cosa c’è di più grande? Più grande di un grande amore? Che cerca di sopravvivere anche a se stesso? Perché poi… Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Come può una donna avere la completa fiducia dell’amore? In quelle condizioni? Se lei a fatica deve vincere le tentazioni, e nemmeno sempre ci riesce, come può sopravvivere un uomo? Che coraggio può avere? Insomma l’amore diventava tutta una domanda. Ma perché l’amore deve essere sofferenza e rinuncia?
E gli amori tormentati. La vittima è quasi sempre donna. Perché la donna è preda. E quando ama lo fa senza riserve. Senza compromessi. Completamente. Per tutta la vita. E può perdonare tutto, purché sia per amore. E a volte è difficile. E a volte niente è troppo. Nessun sacrificio. Nessuna rinuncia. Si può persino non vedere. Non sentire. Raccontare agli altri un’altra storia. Una storia in cui è principessa, non domestica. Per fortuna che lei era stata fortunata. Ma quello che le mancava lo trovava in quelle pagine scritte da quegli autori così bravi e… sensibili. Aveva i piedi per terra, ma aveva anche bisogno di sognare. Che poi aveva anche quel nome. Insomma era nata e l’amore lo aveva già scritto sulla pelle. Anche se lei non sapeva lavorare a maglia.
Insomma lei li voleva d’amore amore. Magari anche con qualche odore forte, leggermente piccanti. Cioè d’amore e di passione. Non necessariamente, ma era meglio. Non volgari; no. Anche il sesso, per lei, era una cosa dell’anima. Il sesso andava suggerito. Descriverlo gli faceva perdere quella magia. Lo vanificava. Era da rozzi. Inibisce la fantasia. E lei voleva essere padrona della propria fantasia. Immaginare. E immaginarsi protagonista. La protagonista di quelle attenzioni. Cioè quando si scrive che si baciano non le interessava che le spiegassero in che modo. A seconda del momento, delle sue emozioni, riusciva a vederlo quel bacio. A provarlo. A provocarlo. Ad impadronirsene.
No! Anselmo non era bravo nemmeno in quello. Certo che nei romanzi è tutto un po’ esagerato. Lo deve essere. Nessuno cerca la noia nella lettura. Perché per lei non era mai stato proprio come per le protagoniste di quelle gesta. Cioè… non sapeva come dirlo. Nella vita è tutto più pacato, più controllato. Non si sfida una tempesta. Ecco… non si perde la testa. Forse è solo molto più semplice. La passione è più semplice. Se una potrebbe anche lasciarsi travolgere, lasciarsi andare, ci sono poi mille altre piccole ragioni per ritrovare il controllo. Soprattutto il momento dovrebbe essere lo stesso momento per due. E questo è impossibile. Se mai era successo, quando per lui era il momento, per lei era già passato o doveva ancora venire. Cioè non era il tempo o il luogo.
O una pensa alla cena o pensa a quello. Comunque nella vita di due tutto è amore. Anche la pazienza e l’impazienza di mettersi a tavola. Anche lui che legge il giornale. Anche la partita di calcio. La sua serata con gli amici. Anche aspettare. Anche la sua gelosia. Soprattutto quella. Anche una camicia stirata. Persino la bolletta della luce; perché lui la lasciava sempre accesa da per tutto. E le ciabatte in mezzo alla camera. E i calzini da lavare. E il tubetto del dentifricio aperto. Magari non tutto è romantico ma è quel tutto che è amore. Perché la vita in due non è mai veramente un romanzo. Anche se cerca di imitarlo. Chi mai direbbe certe frasi che si possono trovare solo scritte? A pensarci lui però non le aveva mai portato nemmeno un mazzo di fiori.
Magari sbagliava a credere troppo in quei romanzi. A fasciarsi la testa e a lasciarsi convincere. Magari l’amore non è sempre come in quelle pagine. Ma pensarlo era bello e le dava piacere.

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