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Archive for 24 maggio 2017

cappella-sistina_650x447Siamo poi andati a Norcia? Certo che sì. Lì e anche in tanti altri posti, tutti bellissimi. Abbiamo solo avuto bisogno dei nostri tempi per accettare la verità. E il viaggiare non è stato il più bel regalo del nostro nuovo rapporto. Lui, quello che qui chiamo Alberto, mi ha cambiato la vita. Mi ha trasformata in una donna vera. Consapevole di sé. Non lesina consigli su come vestirmi. Come abbinare gli accessori e i colori. Mi aiuta a truccarmi e in mille altre cose. Persino in cucina. Ha un gran bel gusto. Mi ha reso più disinvolta. E spesso insiste per pagare lui. E ora ho un guardaroba che mi invidia anche Ornella.
Ha sempre un pensiero gentile. Mi dice che sono la sua dea. Mi spiega come fare ad essere più civetta. Più maliziosa. Più enigmatica. A rendermi preziosa. Come mostrare e cosa non mostrare. Come usare le posate e quando usare le mani. In compenso io l’ho introdotto in quei locali dove si mangia veramente bene, le cose genuine, e in abbondanza. E si beve un buon gotto di vino. Anche se non è imbottigliato con la sua bella etichetta. In caraffa. Anche se si infastidisce ancora se il cameriere esagera e si prende confidenza con una pacca sulle spalle.
Per quanto detto e non detto in quel mio vecchio post ora so che fa l’assicuratore. In verità l’agenzia è sua. E so che in quel ristorante non avrei potuto permettermi di pagare. E so anche che quel Caravaggio era un pittore del seicento. E mi piacciono anche le sue opere. Mi ha portato a vederne alcune che sembrano veramente magnifiche. Incredibili. Nella Basilica di Santa Maria del Popolo e alla Galleria Borghese. Persino alla National Gallery. Mi ha fatto notare l’uso della luce e delle ombre, come se tutti i personaggi si muovessero di vita propria in un fantastico paesaggio teatrale. Sembrano proprio veri. E sono incredibili tutte le cose che sa. Ha sempre pazienza con me.
Quella che però mi ha impressionato di più è stata la Cappella Sistina. Sono rimasta proprio senza fiato. Per la grandiosità dell’opera. E sapeva i nomi di tutti i personaggi e le loro storie. Sarei rimasta, col naso all’insù, a guardare e ad ascoltarlo, per giornate intere. Ma ad un certo punto ero così stanca che non mi reggevo sui tacchi e siamo finiti ad ingozzarci a Trastevere. Questa è stata un’idea mia e lui ha apprezzato abbondantemente, anche se è molto attento alla linea, di entrambi. Non vuole che mi riduca a diventare come la povera Ornella.
Anche Ornella è stata fortunata. Contenta lei? Ha trovato il suo principe azzurro; Ercole. Un nome e un programma. Non l’ho visto che un paio di volte. Non si può dire che sia una persona colta. Lei dice che è sempre fuori. Che lui ama andare in balera, la sera del sabato. Anche qualche altra sera. Credo faccia il muratore. Quante cose possono cambiare in due anni. Ora lei porta due taglie più di me e ha due gemelli. Tutt’e due maschi. Uno non sta mai fermo, l’altro è una vera peste. Ha il suo da fare, poveretta. Ci vediamo meno, qualche volta ci si sente per telefono. Anche l’ultima volta aveva il labbro spaccato e il trucco non nascondeva un occhio tumefatto. Dice che è felice e che si amano moltissimo. Follemente. Sospetto che il suo Ercole beva. Non vorrei che finisse per farlo anche lei. Sospetto che non mi dica tutto.
Alberto invece non lesina certo i complimenti. Mi dice quando, dove e perché non debbo esagerare, ma anche che una bella scollatura, profonda quanto basta, quando ci vuole ci vuole, mi dona. Anche se ha riso tanto quando, a Fabriano, nel bel mezzo di una degustazione di vini, me n’è inavvertitamente uscita una. Lui divertito ed io a lottare col mio imbarazzo tentando di passare inosservata. E poi inorgoglita della sua allegria. E poi divertita anch’io dei suoi commenti per il mio gesto maldestro di rimetterla velocemente al suo posto subito. Reggendo con l’altra mano tremante il calice mezzo pieno. E degli occhi strabuzzati degli altri. Dei pochi che se ne sono accorti. Come dice lui: dei fortunati. E cosa mettermi al collo per renderla ancora più irresistibile. Dice che molte donne, quasi tutte, dovrebbero essere invidiose di un seno come il mio. Secondo me lui ha una vera passione per il mio seno, una venerazione. Io gli invidio mille altre cose.
Per la prima volta mi ha fatto assaggiare le ostriche e, incredibile, sono squisite e funzionano veramente. Non ci avrei mai creduto. Ne sono diventata ghiotta. Ostriche e champagne. In un letto di ghiaccio. O anche con del buon prosecco. Forse mi sto facendo confusione, salto di qua e di là, ma è l’entusiasmo. Tutto per dire che con lui sono felice. E pensare quanto son stata stupida. A volte la fortuna è proprio dietro l’angolo. Magari davanti al banco degli affettati, come nel caso nostro. Basta saperla riconoscere. Basta saperla cogliere.
Però ora il prosciutto lo pigliamo intero. Sì! sto da lui. Una casa magnifica che basterebbe per due coppie più una nidiata di bambini. Ai bambini non ci penso quasi mai, ma mai porre limiti alla provvidenza. E tuttora mi chiedo come fa ad affettarlo col coltello; il prosciutto. Ma per i lavori di casa fa quasi tutto lui. Io ho ancora tutto da imparare. Non mi ci proverei più a stirarmi una camicetta. E non ha mai sbagliato una lavatrice. Ora tutti i capi sono del loro colore originale. Ora tutto, nella mia vita, mi sembra perfetto.
Per quanto riguarda la nostra intimità preferisco non parlarne. E’ stato imbarazzante solo all’inizio. Forse un po’ stupido. Com’è sempre davanti alle cose nuove. Dirò solo che a lui piace stare a destra e io ho sempre preferito dormire dalla parte sinistra; e poco altro. Lui legge molto, anche la sera prima di spegnere la luce. Io preferirei passare più tempo davanti alla televisione, quando stiamo in casa e non abbiamo ospiti. Brandendo il nostro grosso telecomando. Accoccolata come un gatto. Sì! mi manca il mio gatto.
Ho del pudore a raccontarlo, ma quello che ha richiesto più tempo è stato il nostro primo bacio. Poi pian piano ha cominciato ad andare tutto a meraviglia. Certo che la nostra unione è una vita piena. Io lo amo come uomo e anche come donna. E non siamo gelosi del nostro rapporto. Mi capita di incontrare tipi interessanti. Insomma ho le mie scappatelle, con uomini, come tutte le donne. I miei flirt. Anche lui ha raramente degli incontri con uomini, ma sono la sua unica donna. Quando mi capita un’avventura galante poi vuole che gli racconti tutto per filo e per segno. E mi sta attento ad ascoltare. Non ci sono segreti tra noi.
Gli altri uomini? Quando ci sono, e capita sempre di meno, cerco di non fare mai tardi. Solitamente so già dall’inizio come finirà e che finirà quasi subito. Sono sempre storie brevissime e comunque mi vengono presto a noia. Non ci si può credere, ma dopo un attimo ho già solo voglia di tornare da lui. Tra le sue braccia. Dentro il nido delle sue carezze. A piangere per farmi consolare. Persino per farmi perdonare; senza colpe. Per farmi dissetare di baci. Ce ne fossero di più di uomini come lui.

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