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Archive for 8 luglio 2017

C’era da aspettarselo, eppure nessuno l’aveva previsto. E nessuno sapeva come uscirne. In verità Lui non era nemmeno candidato ma, tranne qualche errore di ortografia, soprattutto per l’inglese, la maggioranza aveva scritto chiaramente nella scheda, e a caratteri cubitali, tutte le lettere con precisione e in stampatello maiuscolo: Il Cappellaio Matto alias The Mad Hatter. La voce poteva essere corsa nell’etere. Non era stato previsto in nessun sondaggio. Non c’era nessun precedente, ma quella era la volontà popolare, al sessantanove preciso per cento. Tra gli scrutatori si era diffuso il timore e si era cercata qualche scappatoia osservando che non era nemmeno iscritto nelle liste elettorali, che era cittadino inglese dell’Inghilterra, e che aveva mantenuto là la cittadinanza, pur trattandosi di un cosmopolita. Inoltre la sua patria, l’Inghilterra, era uscita dall’Unione Europea. Ma le urne avevano parlato chiaro. Non si riusciva a venirne fuori. Come si poteva procedere e depennare il nome che era risultato quasi un plebiscito popolare; anche perché gli altri tutti avevano raggiunto percentuali risicate se non irrisorie. Fuori gioco i non votanti, tolte le bianche e le nulle, messi assieme tutti gli altri, in un unico lotto, potevano al massimo vantarsi di un misero uno virgola sette di consensi, non sufficiente nemmeno per il quorum.
Eppure si poteva immaginare, anche solo con un po’ di fantasia. Tutti si sono distratti. Tutti? E tutti a chiedersi come ragionano quelli che non ragionano. Si dovrebbe abolire lo stupore. Dopo che un papa ha sostenuto i sindacati e i sindacati hanno preteso il ritorno dei padroni. Perché non sostituire il male al peggio? Anche se pare ed è una semplificazione. Qualcuno potrebbe obbiettare che lo scrivente è comunista. Lui potrebbe rispondere che il comunismo non esiste più, senza possibilità di essere smentito; anche se non lo vuole credere. Anche se al posto di Marx cita Hikmet. Che un sasso non fa una rivoluzione. Per questo nemmeno un’Intifada. Solo che ormai chi va Berlino torna a casa con un finto frammento del muro come souvenir, l’imbecille. Chi va in vacanza lascia i giornali a casa. Chi si reca a Roma scende a termini e prende subito il primo mezzo per la Città del Vaticano, dove un microfono è sempre acceso e una grazia sempre pronta. Citando un amico che a sua volta cita Arnold Schönberg: “Tutte le vie portano a Roma, eccetto le vie di mezzo”. Sembra proprio che chi va al voto lasci il cervello a casa. Non è così. O non è così semplice. L’amico in questione citerebbe Gramsci morto ottant’anni fa. Esattamente a oggi 17 maggio 2017, se non sbaglio, 29.240 giorni (non riportati in lettere per semplicità).
Non è il grande complotto, nemmeno la Grade illusione, solo la grande confusione. Io penso che, con molta modestia e un’ignoranza che mi spetta di diritto, tutto è cominciato probabilmente forse durante la puntata di uno show, ma la gente era già stanca e da tempo senza monetine. No! non c’entra l’undici settembre, nessuno. Qualcosa è nato dopo il primo e molto prima del secondo. Forse il primo c’entra, ma solo casualmente. Denunce e niente più che parole. I guidatori dei camion come i nuovi don Chisciotte. La Cia che ci spia. Di cosa preoccuparsi? L’Italia vince i mondiali di calcio. E persino al festival vince Mistero. Qualsiasi ipotesi alternativa stava già cadendo o era caduta. Qualcosa era già morto prima. Cosa? Cosa oltre la testa che cade senza che né condannato né il boia salgano alla ghigliottina? E’ caduto l’indice della borsa. I capitali sono divenuti Finanzia. La Cina è sempre più vicina. E il comico dovrebbe fare l’oracolo. La crisi dei valori ha preceduto di gran lunga la grande crisi, questa, e le hanno trattate entrambe come un’influenza. Passerà. El pueblo unido… vota il personaggio di una favola, nemmeno la protagonista della stessa. E’ pur vero che fin dalla stessa antica Roma, l’eterna, è stata la Repubblica ad eleggere i suoi rappresentanti più folli e sanguinari. E’ la grande decadenza. L’impero che si sfalda. La fase terminale dell’agonia.
Chi ha assassinato il futuro? Non per necessità o con inganno, ma ogn’uno ha fatto la sua piccola parte; tranne quelli che hanno finto e quelli che non hanno proprio visto. Il tutto ha portato a questo niente. Senza una regia precisa. Solo piccoli atti, come quello a via dei Georgofili, che suppongo, non ho nulla a suffragio di una tesi differente, quasi interamente spontanei. Forse ingenui. Forse solo perché i tempi erano semplicemente maturi. O la mela stava già cadendo dall’albero. Così tutto e come prima e niente è più lo stesso. Nemmeno la musica era più la stessa. Ma nemmeno i ragazzi. Come buttargli addosso una colpa? Dov’è Piazza di Spagna. Nessuno ha più insegnato a loro ad essere giovani. Gli hanno dato la possibilità di essere tutti dottori e tolto la possibilità di farlo. Lasciati fuori da improvvisati ma ben identificabili buttafuori. La fabbrica occupata è stata definitivamente sgombrata e desertificata. Gli hanno dato una tromba e nessuno spartito, e poi proibito di servirsene. Sappiamo che il fumo uccide, si deve smettere subito. Prima di prima. Tolleranza zero. Almeno in apparenza. Così al massimo si fanno male, ma non fanno danni. E per i più riottosi la libertà di chiudersi dentro centri sociali come in bantustan. Sull’esempio dei residui di Palestina. E per le più riottose un santino di santa Madre Teresa di Calcutta pieno di maiuscole.
Datemi un palco e risolleverò il mondo. L’uomo che ha fame capisce che la libertà non gli riempirà lo stomaco, e trova prima La rabbia. Ed è allora che può iniziare lo show. Dopo o durante il grande presidente senza consenso, senza elettorato, rappresentante di una parte esigua del paese. Ma non possiamo certo assumerlo a vanto. Non è nato tutto qui. L’epidemia si stava già diffondendo. Per quanto ci riguarda, ma un po’ da per tutto, semplicemente se resta un posto libero in una tavola imbandita non ci si può poi lagnare se il primo che viene si accomoda. E inoltre è proprio vero il fatto che si possono perdonare tutti i peccati tranne quelli dei non peccatori. E che tutti i peccati sono esecrabili tranne quelli che abbiamo fatto o avremmo voluto fare. Come diceva lui: se tutti rubano nessuno è ladro. Tanto vale scegliere qualcuno che abbia i nostri vizi e sia esente dalle virtù che non possediamo né abbiamo mai voluto. Ma in questo caso, per quanto è attinente al Cappellaio, nemmeno tutte le premesse del mondo sono valide. Lui non è uscito dal nulla o da qualche grande messaggio pubblicitario. Se ne esce direttamente dalla favola.
Perché illudersi di poterne sembrare sorpresi? Quando il più grande tra tutti i presidenti aveva preferito essere sbugiardato per un paio labbra carnose e carnivore. Un papà nero non c’è mai stato ma un presidente nero è solo un’eccezione. Così si sono susseguiti da noi poveri e semplici quanto inutili, in ordine sparso e alla rinfusa e in disordine, il deputato rappresentante di detersivi, il ministro banditore di materassi e altri personaggi similari. Il figlio illegittimo del dio della carta stampata, banditore di assicurazioni e mutui, e capitano supremo degli spot: il boy-scout, tutto in una parola. Il comico accigliato e redento. E ancor prima l’intellettuale dell’errore grammaticale, il buzzurro. Sparare nel mazzo non serve a niente. Importante ma non essenziale è essere maschio e sciupafemmine. E così, a parte qualche poco influente dittatore, si diede la stuta ai presidenti Io non sono eccessivamente di destra ma nemmeno moderatamente di sinistra, in politica ed economia mi potrei definire con orgoglio bisessuale, non butterò via tutto quanto fatto dal mio predecessore e così risolleverò il paese; viva il popolo elettore sovrano. Sovrano? Come sorprenderci all’ora che in America sia arrivato il momento del ciuffo biondo di Donald Trump con la sua innocua starlette che presenta come moglie. E’ il sogno americano: tutti possono diventare presidente. Un suggerimento intelligente, non adatto al presidente, sarebbe quello di evitare il risveglio. Che fare? Eppure tutti si sono dedicati alla meraviglia, qualcuno alla beffa. E qualcuno vorrebbe ricordargli che lei potrebbe ricorrere alla Sacra Rota. Ma chi, in cuor suo, non ne prova invidia?
Dopo che qualche eroe è diventato terrorista. Dopo che la Grecia sul lastrico ha sognato di notte e si è risvegliato al mattino, all’apertura delle Banche. Dopo che l’Ungheria ha deciso che il suo futuro era nel passato. Dopo che avevano costruito un muro persino davanti alle porte. Se sono confuso è perché i tempi sono confusi. Maledetta democrazia. Ora non ci resta che festeggiare questa non-elezione di questo personaggio che nemmeno beve caffè ma tè. E che qualche Dio ce la mandi buona o, per gli increduli incalliti, affidarci a qualche buona stella.

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