Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 29 luglio 2017

Ogni tempo ha il suo tempo. Inesorabilmente tutto passa e tutto cambia. A certe cose è più facile adattarsi, anche velocemente, per altre la cosa può risultare un poco più complessa. La gente preferiva la città, ma la viveva chiusa dentro i muri di casa. E ormai il fascino irresistibile delle immagini aveva sostituito ogni comunicazione, anche i dialoghi famigliari. Prima era morta la radio. Poi il cinema. Poi la televisione. Il tutto sostituito dalla programmazione della rete. Da quella sorta di grande fratello che di fatto decideva per tutti, e dei gusti di tutti.
Ho cominciato a presentire l’enormità del problema una sera al ristorante, forse in modo falso, scorretto e approssimativo. Ma a volte bisognerebbe dar retta anche alle sensazioni e quella era in verità forte. Stavo tranquillamente mangiando con Claudia quando li ho visti. Nel tavolo vicino al nostro era seduta una famiglia di quattro persone. Il padre, la madre e la giovane figlia avevano tutta la loro attenzione rivolta verso i minuscoli schermi dei loro smartphone, il ragazzo invece stava smanettando indaffarato con il suo iPad cercando di portare un boccone alla bocca senza distrarsi da quello che vedeva e ascoltava attraverso gli auricolari. Nessun’altra comunicazione interagiva tra loro. Sul momento mi sono augurato che avessero una semplice digestione.
È spaventoso pensare che oggi si possa racchiudere tutto il mondo, una vita intera, in una piccola pennetta. Credo che siano fantastici i racconti senza nessuna interruzione pubblicitaria. Ne ho parlato anche con la mia compagna. Temevo che quello sarebbe stato l’ultimo libro, ne avevo quasi la certezza. Oltre le copie omaggio del povero autore l’unica incredibile vendita si era verificata in una banlieue, e il cliente non aveva voluto lasciare il nome. Era un romanzo con una storia d’amore e di follia ambientato nel 2017. I giornali in rete ne avevano parlato solo come di un povero svitato anonimo. L’editoria era definitivamente finita e nessuno sarebbe stato più disposto a metterci il becco di un quattrino.
Mi sono ricordato di fahrenheit 451, un vecchio film lungimirante di molti anni fa. Se non sbaglio di François Truffaut del lontano ‘66, da un libro che, se ben ricordo, doveva essere stato scritto nel 1953 da Ray Bradbury. Il titolo credo si riferisca alla temperatura a cui comincia prendere fuoco la carta. E ho anche ricordato famosi roghi antichi ma anche relativamente recenti. Anche nel nostro parlamento è stata recepita in legge quella che era stata fatta passare come una semplice indicazione di diritto internazionale. Era stata adottata anche la plausibile motivazione che la decisione era atta a preservare la restante flora del pianeta, cioè a combattere la sua desertificazione e l’abbattimento di quel gran numero di piante a fusto alto, soprattutto nella foresta amazzonica, ma non solo. Di era anche detto anche per ridare respiro al globo. Così, per legge, sono stati invitati tutti i cittadini a liberarsi di quegli ormai inutili oggetti, residui del passato, che consistevano nei libri. Senza roghi né troppo chiasso.
Il buon popolo ubidiente aveva subito dato seguito alla disposizione. Nessuno aveva voluto essere meno alacre di altri o ritrovarsi additato a pubblico ludibrio, oggetto dei pettegolezzi. Io ho preferito inscatolare i miei volumi sopravvissuti, invero non pochi, che tanto mi avevano dato e che spesso avevo così violentemente e incondizionatamente amato e nasconderli giù in cantina. Ho ripreso in mano e ricominciato a leggere quella stupenda storia contenuta nelle pagine ormai stropicciate del “Don Chisciotte”. Mi è stato riferito che pare ci sia un popolo che legge ancora, ma solo “Il corano”. Il risultato delle disposizioni legislative è visibile nella foto.

Annunci

Read Full Post »