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Archive for dicembre 2017

Un passeggino

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Capita a volte il mattino. Ti svegli presto. Troppo presto. Quando ancora Venezia è deserta e il buio fitto. Capita più spesso quando il sonno è leggero e non è ristoratore, quando il dormire è agitato e ti sei trascinato nel letto tensioni di ieri. E mi sveglio con un motivetto in testa. Solo un frammento. Pochi suoni quasi indefiniti, certamente ancora indecifrabili, ma indelebili. Una canzone forse passata varie volte in questi giorni. Me la mugugno sospesa tra le labbra e i primi incerti pensieri. Reazioni abbandonate. Lei è già alzata, come succede spesso, quasi sempre, anche se sono solo le cinque. È già sveglia e arriva affannata. C’è un passeggino, abbandonato giù in calle. Così come sono corro a vedere. L’immagine, nel buio, ha un che di inquietante. È la realtà a raccontare una storia. Inaspettata, certo. Un po’ come dire? Surreale? Le ombre sono lunghe. Sotto il lampione sembra… sembra… Ci mettiamo addosso qualcosa di fretta e scendiamo. In preda all’ansia. Preoccupati. I tempi sono quello che sono. Se ne sentono tante. Nessuno dei due lo dice. Pensiamo a un bambino. Fuori fa freddo. Le strade sono vuote naturalmente. Il silenzio è totale, fisico, quasi come un muro. Fa quasi male. Affrettiamo il passo. Abbiamo timore. Speranza? Nella viuzza non ci sono le luci del Natale. E tiriamo un sospiro di sollievo. È vuoto. Le cinghie penzolano inutilmente. Non è nuovo come poteva sembrare, ma nemmeno così vecchio. Però sopra ci sono foglie cadute. È sporco di escrementi di uccelli. Presenta altri segni dell’uso. Si sarebbe ancora potuto utilizzare. Forse in un altro tempo. Forse in un tempo a venire. Forse… chissà. Alziamo le spalle. È solo in diciassette. Anche quest’anno Natale ne fa venticinque. Non è ancora nato il bambino.

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