Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 5 febbraio 2018

Ersilia la magaIl direttore ne era entusiasta, non lesinava i complimenti. Da subito il successo era assicurato. Era chiaro a tutti del circo che era una prestigiatrice eccezionale. Il numero principale di ogni spettacolo, sia pomeridiano che serale. Ed era anche graziosa. Dal cilindro non faceva uscire il solito scontato coniglio ma Dumbo l’elefante. Lei faceva anche sparire dei portafogli in platea. Che poi, a fine della rappresentazione, ovviamente, debitamente restituiva ai legittimi proprietari. Naturalmente debitamente vuoti.
Quelli erano disposti ad essere tolleranti. A trovare anche una scusa per le mogli e le compagne. Da per tutto riceveva ovazioni. Ma era altrettanto chiaro che non importava il cane che le faceva da spalla, né se facesse lievitare maestralmente in aria, assieme alle carte, pesci, salami o rose con le spine, o il Millennium Falcon e la Morte Nera. A volte sopportavano anche che qualcosa le cadesse; tutti tranne le donne. Ma non riceveva applausi ed elogi bensì fischi se non mostrava le tette. Magari anche qualcos’altro. Spesso era lei che suggeriva e invocava il suo pubblico affezionato ammaliato in un boato.
Quello poteva essere un problema, ma lei era una vera artista; a tutto tondo. Era disposta a sopportare quasi tutto, anche l’ignoranza e la rozzezza, persino inciviltà. Regalava al suo pubblico quello che voleva, gli donava un sorriso; e dopo apriva il suo insolito costume, facendo tornare a sfavillare gli occhi dei presenti paganti. Nelle grandi occasioni era anche disposta a volare via lasciando sulla terra della pista solo quel suo libro-costume che nessuno s’è mai dato la briga di leggere.
Persino gli animali la adoravano. Soprattutto l’asino Camillo. Anche lui era un appassionato delle sue forme. I clown invece, è naturale, ne erano gelosi. Il direttore, a volte, era insolente. Poi si calmava sapendo di non poterla perdere. E lei usciva sempre più indispettita dalla sua roulotte. Non aveva occhi che per il suo Giacomo, l’uomo che camminava sul filo che non c’era. Ma Giacomo era uno stolto e un non vedente, in tutto, ma soprattutto in amore. Era completamente cieco sia negli occhi che nel cuore; attento solo a non cadere da quei dodici metri del suo cielo. E lei era inconsolabile, finché non entrava in scena.
L’uomo civetta se ne invaghì. Respinto lievitò via e non si rivide più. Questo poteva rivelarsi un altro problema. Fu sostituito dalla foca talpa. Ma Ersilia era anche una donna, e da donna non aveva certo la memoria corta, ed era pure un pelino vendicativa. Ed era una di quelle occasioni speciali. Entrò inaspettatamente in scena mentre Giacomo stava ancora eseguendo il suo numero. Soffio in aria fino a farlo precipitare. Lo raccolse in volo assieme alle sue carte, ai pesci e alle pistole. Gli schioccò un bacio inaspettato. Lo rimpicciolì fino a farlo diventare alto circa una spanna, poco più. Lo fece scivolare e scomparire dentro il suo costume. La gente non capiva e applaudiva. Qualcuno gridava. “Nuda”! “Nuda”! “Nuda”! Le solite voci e le solite cose poiché qualche spettatore si spostava col circo ed era testimone ad ogni rappresentazione.
Finì il suo numero e poi, come richiesto, tra le acclamazioni generali, tranne qualche donna, naturalmente, sgusciò fuori dal suo abito senza null’altro addosso che il suo profumo. Proprio come la famosa attrice. Ma stavolta si trattenne almeno per un breve attimo, tra l’eccitazione diffusa. Poi semplicemente volò via, ma questa volta per sempre. La gente ne restò allibita. Ancor più gli altri artisti circensi che continuano a frugare in ogni pagina dei suoi indumenti rimasti abbandonati per terra senza trovare traccia né di lei né del povero Giacomo. Tranne un paio di piccolissime brache e una microscopica maglietta e righine. Nemmeno la polizia ne è mai venuta a capo.
Ma una donna alle Seychelles, precisamente su una spiaggia di Mahé, ride divertita e soddisfatta. Sembra, ma questo non è certo, che di tanto in tanto, faccia uscire, non si sa da dove, dato anche il costume ridottissimo, una sorta di piccolo gnomo, forse un elfo. Lo faccia tornare a dimensioni consuete. Lui si guardi intorno come non vedesse. Prendano insieme una bibita tropicale enorme con l’ombrellino e la cannuccia. E poi lei torni a farlo sparire. Dicono anche che sia bella. Comunque sembra alloggiare da sola, in un bungalow. Ma questa è probabilmente solo fantasia popolare.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: