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Archive for 14 febbraio 2018

Sono solo quella che sonoSegue: Disse la Maga [6]
Da un’intervista televisiva della stessa Betty Boop, con voce stentorea e sottolineando ogni singolo lemma, mentre tiene sotto tiro tutti i presenti: «Non sono bella. Non sono alta. Forse sono un tipo. Sono Bettina, la vostra Betty Boop[1]. Non Helen Kane, non Clara Bow, non una semplice imitazione. Non una controfigura. La vera Betty Boop. L’originale. La figlia dei fratelli Fleischer. Di quale? Di Fleischer e anche di Fleischer. Di entrambi. Di Max e anche di Dave. Come? Questo non lo so. Lo si dovrebbe chiedere a mamma. Alla povera mamma. Lei non era brava a dire di no. Riposi in pace. So solo che sono la vera Betty Boop. Quella che parla con la voce della piccola Ann; come sentite. Che ancora oggi il vecchio Walt si starebbe a lambiccare e a mangiarsi le dita per non averci pensato lui.
Da questo momento, e dalla fine delle scorte personali, nessun caffè scenderà in nessuna tazzina, fin tanto che non saranno completamente esaudite le nostre richieste. Rivendicazione prima della prima o preambolo: liberazione immediata di It Pennywise, detenuto, senza alcuna prova sostanziale, nelle carceri nazionali speciali; quale non si sa. Punto uno: rilascio immediato di tutti i prigionieri politici e d’opinione e il ristabilimento della completa libertà di stampa. Punto due: soppressione di tutte le cariche militare e di sicurezza, o meglio, abrogazione di tutte quelle figure aventi diritto, o sghiribizzo, ad indossare una divisa, Fatto salvo esclusivamente per i postini, e gli autisti pubblici, e gli addetti all’entrata ai locali. Punto tre: Abolizione degli strappi sui pantaloni alla moda. Le giacenze dovranno essere ritirate dal commercio. I possessori dovranno provvedere a rammendarli immediatamente, in tempo reale, senza altro termine, a proprie spese e con filo invisibile. Non è più tollerabile che ai più poveri sia negato anche il diritto e l’orgoglio di portare le toppe. Punto quattro cinque e sei: abolizione da tutti i vocabolari di tutti i termini che indichino in modo selettivo ogni differenza di genere, di razza, di provenienza e di colore. Riconoscimento di tutte le relazioni comprese quelle tra individui dello stesso genere (che ci sta sempre bene), con tutti i diritti, sia patrimoniali che assistenziali etc., per tutti i soggetti inclusi nella fattispecie. Tutti i componenti del CdA (Consiglio di Amministrazione, anche denominato Parlamento, Leader compresi) dovranno sottoporsi a terapia consistente nello sperimentare su se stessi l’ebbrezza di almeno una, con un massimo di cinque e non più al giorno, passione gay. Punto sette e sette bis: Introduzione del buon senso nella nostra normativa e in tutto il Pubblico Impiego. Introduzione dei congiuntivi e condizionali nel linguaggio pubblico, aggiunta dell’ablativo (Malefica non aveva idea di che diavolo fosse, ma il termine le suonava bene) con soppressione parallela e automatica dell’imperativo, e di qualsiasi imperativo anche non verbale. Punto otto: bonifico non nominale per le spese da noi sostenute, per questa nostra missione, per giusta causa, da incassare, al portatore, in qualsiasi filiale bancaria o postale. I punti dal Punto nove al Punto ventinove restano in sospeso per eventuali successive aggiunte. Punto venti: Chiusura di tutte le sale da tè. Punto ventuno: Legalizzazione di tutte le droghe leggere (che anche questa ci sta sempre bene, e Bettina si accese in diretta una canna grande e grossa come un enorme Habanos Montecristo). Tremate, tremate, le maschere son tornate. Potere alle massaie.»
Le immagini le mostrano attraversare il grande salone del Centro Congressi, scambiate per semplici maschere, tra la sorpresa di molti, il panico che comincia a serpeggiare, l’indifferenza curiosa e divertita di qualcuno, proseguire senza fermarsi davanti al tavolo delle tartine e dei calici, poi un lungo corridoio deserto, poi l’affollata anticamera dove si affacciano i bagni, infine entrare nella stanza riservata alla riunione. La nostra Bettina accompagnata dalle sue fedeli 98 FS inox e Glock 17 Gen 4. Malefica imbracciando il suo minaccioso Barrett FN F2000. It Pennywise orgogliosa della sua Astra, anche se usata, con matricola abrasa, che mostra a tutti e punta intimidatoria verso tutti. E naturalmente ognuna con borsone nell’altra mano contenente gli attrezzi di lavoro: caricatori di riserva, calze di scorta antismagliature, trucchi e belletti per rifarsi il viso, mutandine di ricambio e costumi per ogni evenienza. Erano tutti lì, atterriti, compreso Michele Miscela, il più grande magnate dell’espresso alla napoletana, dell’illustre, rinomata e gloriosa famiglia Miscela & Co., da centinaia d’anni sul mercato. Il resto del CC (Centro Congressi) era stato evacuato.
Era stato fatto sgombrare anche dagli ultimi curiosi; e dai manifestati, sia sostenitori che scalmanati contestatori e/o detrattori subito accorsi all’esterno. Le immagini mostrano diciassette dei convegnisti sentirti male, e tutti gli altri con le mani alzate, e la caritatevole Betty Boop travestirsi subitamente da infermiera per recar immediatamente loro conforto e assistenza. Non voleva vittime a quel punto dell’azione. Non voleva perdere nemmeno uno dei sequestrati. Fuori nel frattempo fervevano le manovre dei soliti irreducibili temibili Protettori e Paladini. Inutile qui elencarli nuovamente tutti. Basti sapere che tutti erano accorsi immediatamente ed erano presenti. Napoleone Santabarbara in primis. Il quale stava sprofondando sotto il peso di tutte le sue medaglie (solo come esempio di quello a cui ha dovuto assistere la folla si veda qualche opera del pittore Enrico Baj). Tutti in tenuta da Gran Galà. Tutti pronti a farsi ritrarre inamidati impettiti. Unica novità e sorpresa è stata che ai soliti noti si era aggiunto un gruppo spontaneamente formatosi di Ninja.
A Betty fu subito tutto chiaro. Le richieste non sarebbero state esaudite. In molti, cioè quasi tutti, tranne forse qualche familiare, avevano detto: “Morto un industriale se ne fa un altro; anche due”. Dei poveri sequestrati non importava niente a nessuno, o quasi. Nel frattempo tutte le reti, come tanti calabrache ossequenti, continuavano a ignorare l’evento. A tacere. Le poche notizie che avevano si potevano trovare dai sostenitori in Facebook e in Twitter. Intanto in Youtube, dannazione, continuavano a imperare quei video. Non era mai presa in primo piano, fiera, armi in pugno, ma sempre e abbondantemente e dettagliatamente di spalle. Non sembrava un’eroina. Non sembrava niente. Solo un’incapace resistente e desistente porno-vittima. E i facoltosi presenti in giacche blu o gessate o in grisaglia, uno fasciato Armani solo moda italiana, erano sempre più intimoriti. Il tempo scorreva e la paura cresceva. Avevano già cominciato a preoccuparsi. Stavano per farsi prendere dal panico. E qualcuno cominciava ad avere bisogno del bagno. Bono era intervenuto in difesa dell’orso polare. Pare l’avessero chiamato Moby Dick o Moby Prince, quell’orso, o qualcosa di simile con Moby. Forse era solo per far parte di una qualche campagna pubblicitaria. Sembrava l’inizio della fine.

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Betty_Boop

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