Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 21 aprile 2018

robin-hood-proposes-to-maid-marian-robin-hoodVedi Quella strana magia del mattino
Era ancora sdraiata nel suo enorme divano sprofondata nella sua più cupa tristezza e immersa nella profonda solitudine. In quella cucina affollata solo di quella folta schiera di fantasmi muti. Impugnando il cellulare muto in una mano e uno yogurt senza calorie nell’altra. Era ancora da lavare, da pettinare e da truccare. Puzzava di sonno.
Alla televisione stava andando un episodio di quella stupida serie, piena di malattie e di storie tra le corsie, a cui lei non stava dedicando la minima attenzione. Certo che quei dottori erano proprio tutti dei gran fighi. Magari poteva farsi venire la varicella. Denunciare un mal di pancia. Si portò la mano alla fronte, quella con il vasetto di yogurt. Stava per combinare un vero disastro. Stava bene come un pesce con una salute di ferro, non fosse stato per l’umore nero. Era già decisa di voler annegare dentro un barattolo enorme di Nutella, quando all’improvviso le vibrò e suonò il cellulare. Dalla sorpresa lasciò cadere il barattolo di yogurt combinando quella catastrofe che in precedenza aveva solo rinviato.
Ciao Susan, sono Maggie. Volevo solo ricordarti che ci vediamo domani alle otto. In punto. Cerca di essere puntuale”. Era Maggie, cioè Margherita. Ma quella ragazza non aveva altro da fare che passare da un avventura ad un’altra. Eppure lei un uomo lo aveva. Era tutta emozionata, non era nuova al mondo del porno, ma lei era la prima volta che si faceva disegnare. E quella parte gliel’aveva trovata lei. Bo avrebbe voluto doversene pentire.
Era stata l’ultima trovata di quel cogliocello di Luigi: lavorare ai disegni per un cartone animato. Ci si era buttato a capo fitto. Non aveva trovato nessun Susanna nei fumetti. Alla fine aveva pensato ad una revisione di Robin Hood, naturalmente un Robin Hood per adulti. Per lui era facile trovare gli interpreti tra gli amici. Diversamente a volte pregava lei se aveva qualche amica bella e disponibile, eppure non era poi così difficile trovare ragazze disposte a tutto per illudersi e sentirsi attrici.
Lei, Margherita, doveva essere Lady Marian, bella si poteva dire bella, ma era una Lady Marian fin troppo smilza. Avrebbe dovuto mettere su qualche chilo, benedetta ragazza. Era secca come un chiodo. Alta sì, quasi quanti lei, ma le mancavano proprio le forme. Non aveva fianchi. Non aveva seno. Riempiva a stento una prima. Aveva sì occhi grandi facili a riempirsi di stupire come di delizia. Un bel ovale. La bocca forse era un po’ troppo larga e i piedi da fica Solo che… era fin troppo sfacciata, la ragazza; senza coda. Al di là di quello che richiede la parte una vera donna dovrebbe mantenere sempre un certo contegno, la sua dignità. Alla fine sarebbe stata lei a sposare il principe. In fondo non ci vuole un corso di recitazione drammatica per una parte come quella. Non aveva che due cose da dire. Era certa che sarebbe potuta andare bene. Come era certa che lo avrebbe riempito di corna. Certo il pane ce l’ha sempre chi non ha i denti.
René, cioè Renato, aveva le doti giuste del vero attore, una enorme passione. Sarebbe stato lui a fare l’arciere di Sherwood. Aveva una faretra gonfia e un dardo che colpiva diritto al cuore e al ventre. E lo sguardo da lupacchiotto. Non le era piaciuto solo quel commento sul suo didietro. Avrebbe avuto modo di fargli ingoiare quella leggera critica, di farlo pentire. Ma si trovava bene con lui e con tutti loro, si era trovata subito a proprio agio. E Margherita non poteva certo fingere gelosia se si prendeva un passaggio. Che lei ancora manco lo conosceva. Mentre lei la parte la conosceva a menadito, somigliava a tutte le altre, ma si poteva prendere il lusso di qualche improvvisazione. Mentre lei l’aveva già assaggiato.
Lei sarebbe stata una lady Cocca affamata e mai sazia; già senza penne. Glielo avrebbe fatto vedere a quella sciacquetta. Ornai non aveva patemi e sapeva muoversi disinvolta. Tonino avrebbe fatto Tonto. Era assolutamente adatto a quel ruolo. Doveva annusare prima di assaggiare e non capiva una pippa nemmeno dopo che gliel’avevi messa sotto il naso. Francesco sarebbe stato un credibile Little John, era grande e grosso come quello vero. Luigi si era dato la parte dello sceriffo di Nottingham. Era sempre tra i piedi, quello. Forse si credeva un Hitchcock. Gli stava bene il ruolo del vigliacco, solo che se toglieva gli occhiali andava a sbattere da per tutto. Nessuno avrebbe fatto nemmeno Re Riccardo né il Principe Giovanni. Era una produzione a basso budget, naturalmente. Cinque attori e noi due. Almeno si sarebbe distratta un po’.
Succedeva. A volte qualcuno, o qualcuna, si lasciava prendere la mano. Era per questo che Luigi preferiva per certe scene scattare qualche foto, e poi disegnare dalla foto. A lei non piaceva essere fotografata in quei momenti, in quelle pose. Si sentiva meno naturale. Temeva anche che lo stronzo facesse del commercio di quegli scatti. Potevano persino finire in mano a dei ragazzini. Cosa ci poteva fare? E poi… un indomani… Non si sa mai. Era decisa a godersi la sua tristezza aspettando la sera. Sarebbe rimasta così: acqua e senza nemmeno sapone. Certo che quella cioccolata spalmabile era una vera goduria. Magari si sarebbe fatta due uova e una bella fetta di pancetta. Poi, a letto, Susanna aveva un appuntamento con Ned Willard e Margery Fitzgerald[1]. Andava pazza per quel romanzo, l’aveva presa proprio di brutto. Lei amava le grandi storie d’amore; lei che non ne aveva una. Aveva deciso: doveva perdere almeno un paio di chili.

[1] Personaggi di La colonna di fuoco di Ken Follett.

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: