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Posts Tagged ‘1995’

Ragazzino con il megafono da http://rimmel.terzoocchio.orgSempre per quella promessa. Sempre per ricordarLe delle canzoni che ha ascoltato distrattamente. O che nemmeno ha sentito. Canzoni che eppure hanno fatto parte della mia colonna sonora. E poi piace anche a me riascoltarle. Allora Le propongo questa di Daniele Silvestri. E’ stata presentata al festival di Sanremo del 1995. Già! Lei non lo guarda, il festival. Mai guardato. A volte può essere che si perda qualcosa. A volte si trovano piccoli gioielli anche nella fanga. Come dice il nostro “dal letame nascono i fiori”. Ma mica può essere un rimprovero. La trovo una canzone dignitosa. Ma ormai lo si vede raramente. E’ solo che forse oggi si consuma tutto in fretta. Più che allora. E che si consuma completamente. E poi non ne resta nemmeno il ricordo. La crisi della musica. Del mercato della musica. Ma non è vero che non si fa più buona musica. Oppure Daniele fa parte delle “chitarre rosse”. E il rosso pare non andare di moda. Io non seguo le mode; Lei lo sa. Anzi più avanti gliene proporrò almeno un’altra dello stesso cantautore. E poi gliel’ho promesso.
Daniele Silvestri: L’uomo col megafono
L’uomo col megafono parlava parlava parlava di cose importanti, purtroppo i passanti, passando distratti, a tratti soltanto sembravano ascoltare il suo monologo, ma l’uomo col megafono credeva nei propri argomenti e per questo andava avanti, ignorando i continui commenti di chi lo prendeva per matto… però il fatto è che lui… soffriva… lui soffriva… davvero
L’uomo col megafono cercava, sperava, tentava di bucare il cemento e gridava nel vento parole di avvertimento e di lotta, ma intanto la voce era rotta e la tosse allungava i silenzi, sembrava che fosse questione di pochi momenti, ma invece di nuovo la voce tornava, la voce tornava…

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

L’uomo e il suo megafono sembravano staccati dal mondo, lui così magro, profondo e ridicolo insieme, lo sguardo di un uomo a cui preme davvero qualcosa, e che grida un tormento reale, non per un esaurimento privato e banale, ma proprio per l’odio e l’amore, che danno colore e calore, colore e calore ma lui… soffriva… lui soffriva… davvero

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

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