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Posts Tagged ‘Abano’

yin-yangEra piombato nella sua vita, quell’uomo che sembrava avere una storia da raccontare. Aveva corso sempre per fuggire al suo destino, lui, poi un giorno l’aveva incontrato. La sua storia era fatta di piccoli segni minuti; l’aveva scritta nel viso. E poi rughe che lo facevano più vecchio. E quei silenzi che sembravano fatti di mille altre cose da dire. Nella sera si stemperava la sua gentilezza. Lui, come aggrappato a quell’istante. Come se fosse nell’atto di annegare. E Rossana era incuriosita da quel volto. Di quelle poche e dolorose cose. Dalle ombre che sembravano affollare i suoi occhi. Dai piccoli lampi nelle tenebre. A lei piacevano le storie belle, quelle con un finale triste. Non si era mai risparmiata. Non aveva mai lesinato. Un vago senso di confusione le si insinuava in petto. Delle domande affioravano, pensava che non avrebbe più cercato una risposta. In fondo era bello ritrovarsi ragazzina. Non pensare ad altro. Riandare con la mente. Illudersi di poter dimenticare. Ogni donna si sarebbe lasciata affascinare. E lui a perdere i suoi occhi dietro al fumo della sigaretta. Il passato non serve che a riportare fantasmi. Non amava quel passato. Non amava il passato. Come avrebbe potuto?
Pensò a come aveva creduto di fuggire. Non era la prima volta che provava a farlo. Era stata stupida a pensarsi più vecchia. A pensare che gli poteva essere madre. Si sentiva inadeguata, eppure quello era il suo posto. Ancora una volta il suo destino aveva deciso per lei. Ancora una volta gli era andata incontro. Aveva raccontato di essere stanca e ormai rassegnata. Pensava a lui e a come era finita. Forse pensava che non si può vivere tutta la vita a tavola con un dolore. Cenare e avere già paura della notte. Girare quelle stanze senza trovare il sonno. Infondo era lei a chiedergli aiuto. Le donne in nero hanno una loro dignità e gesti parchi. Forse cercava semplicemente il modo in cui potersi tornare ad illudere. Si era rifiutata di chiederselo. Era solo una piccola emozione confusa. E poi le cose non si sanno mai prima. Così nemmeno quella volta il suo addio era stato così fermo da non nutrire un dubbio mai detto. La reazione di quell’uomo era stata violenta. Non aveva accettato il gesto di lei. Ma era tutto passato. Ancora. Ora eccolo là, davanti a quella cena. Ospite improvviso e improvvisamente gradito. Per entrambi c’era qualcosa a cui aggrapparsi. Lei pensava di non saperlo. Si sarebbero sentiti ancora o forse per l’ultima volta. Poi se n’era andato, in silenzio, com’era venuto. In un saluto cordiale, da amici. Le sue sfortune lo guidavano ed erano la sua fortuna. Era tornata, in cuor suo, a sperare. Una donna non può resistere mai alle lacrime¹.


1] Naturalmente tuti i personaggi di questa “storia infinita” sono puramente immaginari. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti, o a persone, è fortenente e decisamente perseguito; con una certa compiaciuta approssimazione.

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