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Posts Tagged ‘ammirazione’

luna, castello, uccello e personaggiNon c’è niente di meglio dopo che una buona sigaretta”. Le persone si riconoscono anche da come bevono il caffè. Ero stato a guardarla attentamente, Olga non aveva lasciato sulla tazzina la minima traccia di rossetto. Il sole la colpiva di sghimbescio senza riuscire ad infastidirla. Alice, naturalmente, stava sorseggiando svagata un the alla menta. Gabriele la guardava come vedesse una visione e versò dello zucchero sul piattino. Marcello aveva una macchina fotografica digitale nuova e non la lasciò nemmeno un attimo; il cucchiaino tintinnava senza gentilezza nella tazza. Era una regalo di Carla: Carla aveva uno dei suoi soliti piccoli malanni ed era stata aspettata per nulla. Aveva mandato un messaggio diverso per ognuno. Alessia non riusciva a stare ferma per ricordare a tutti ogni sua grazia e teneva il mignolo teso e il naso all’insù. Non ne aveva molto di seno ma non era un mistero per nessuno. Gli angoli della bocca di Giuseppa erano rivolti in giù e anche quel caffè sembrava avere un sapore terribile. Flavia era in ansia per presentare alla compagnia il suo nuovo; l’ultimo. Diede di gomito alla vicina. Lui portava gli occhiali e tutti si aspettavano qualcosa di intelligente, ma era solo una questione di vista. Tutti ancora si chiedono il perché del gesto di Isabella.

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Lui avrebbe preferito un tavolo quadrato, non che avesse antipatia o altro per quelli tondi, era solo che gli dava un senso di ordine. Anche quel giorno era accuratamente rasato e aveva quel dopobarba discreto. Salutò tutti a voce bassa ma calda e chiuse la porta dietro a sé. Aprì la posta infilando con attenzione il tagliacarte e tagliando le buste senza alcuna sbavatura. Nessuno sapeva nulla di superfluo di lui, non era uomo facile a confidarsi, ne tanto meno nulla di quello. Solo lo infastidiva il non riuscire ad applicarsi sulla corrispondenza dei clienti; distratto. Dettò al registratore un paio di risposte poi si lasciò un ultimo attimo alla poltrona cercando di liberarsi di tutto. Unica eccezione che si concesse è che mancò al caffè delle dieci e dodici. Lasciò la chiavetta sulla scrivania con dentro gli ultimi due euro. Naturalmente controllò l’ordine perfetto dell’ufficio e vergò due righe di commiato e, ordinato e preciso com’era, si impiccò con la cravatta. Ludovica ne restò delusa; non avrebbe saputo dire dove finiva la sua ammirazione.

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