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Posts Tagged ‘auguri’

Addio 2009

In rete auguro un buon 2010 agli amici di rete:

Ross e compagnia
Galatea
Marino
Gians
Julia
Efesto
Fulmini
Ifigenia

Certo non posso lasciare questo 2009 (ma anche il 2008, il 2007 e gli altri anni) senza un messaggio di speranza.
Auguro al nostro premier una buona e lunga convalescenza; di riposarsi e guarire bene. Noi, i cattivi e sporchi comunisti, non abbiamo fretta.

NB. Forse il 2010 potrebbe riservarci qualche sorpresa. Sarà l’anno in cui il PD accetta lo scambio: quelli, gli altri, gli danno Fini e loro, i piddini, gli danno D’Alema?

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Mi prendo in anticipo. Magari al momento opportuno avrò un pentimento e mi limiterò agli auguri. Oggi invece scopro solo una domanda: ma dove vanno questi nostri anni? Non sarei onesto se non lo ammettessi: li ho cercati; questi anni. Ho frugati nei cassetti, persino in quelli delle camicie, in tutti i mobili, nello sgabuzzino, ho chiesto aiuto (pensando potesse trattarsi di un problema legato all’età, alla memoria), sono sceso in garage, salito in soffitta, niente da fare. Ho messo il cappello e, nonostante neve e vento, sono uscito per vedere se trovavo qualcosa magari in quei banchetti dell’usato che fioriscono proprio nei giorni delle feste con luci e canzoncine mielose. Quelle sorte di oasi dove trovi solitamente di tutto e anche quello che la gente è stanca di vedere e di cui si vuole liberare, disfare; carabattole. Niente da fare. L’unico risultato che sono riuscito a raggiungere è stato trovarmi stretto in pugno un ombrello da buttare, ridotto ad uno scheletro ridicolo con articolazioni urlanti, e a scivolare sul fondo scivoloso. Banalmente riesco a ricordare solo poche cose e sono per lo più recenti e sono per lo più personali, della vita degli altri null’altro. Se per il 2009 mi è rimasto qualcosa e nemmeno lo vorrei lasciare è solo privato. Che l’abbia passato tra le sue braccia è cosa che riguarda solo me. Che poi, anche in questo caso, è storia che perdura, a dispetto di tutto. Già! c’è stata la crisi; anzi c’è la crisi. Ci provo a togliere uno ad ogni anno. Cerco il 2008, poi il 2007, mi stanco prima di finire gli anni ottanta. Non mi ricordo i giorni in cui il mondo è stato alla rovescia nemmeno il giorno di carnevale, e non li incontro quei giorni. Ho visto i poveri restare poveri e i commercianti piangere perché le vendite languono. Forse qualche volta ho incrociato dei nuovi poveri ed erano spaesati in quel nuovo mondo. Le guerre hanno semplicemente cambiato luogo, nome, magari adesso si chiamano pace o democrazia, ma non hanno mai smesso di recare lutti e dolori e di essere quell’immane violenta e tragica confusione che sono; quella carneficina spaventosa e anarchica. Non mi sento bene a continuare questa elencazione e torno a pensare agli anni come anni. Nella loro omogeneità non sono monotoni, semplicemente non sono. Forse il passato è passato perché si disfa per poter essere infilato nella piccola busta dell’oblio. Certo non c’è nulla di che stare allegri. Un anno migliore; migliore di cosa? Ho il sospetto che mi basterebbe un anno. Non sarà mica colpa mia? E’ stato violento trovarsi all’improvviso davanti alla domanda: “Dove cazzo ero”?

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Semplicemente, molto semplicemente, anzi inevitabilmente domani è Natale.

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Gli israeliani non sanno fare i botti. Fanno sempre quasi più disastri degli stessi napoletani. Il giorno dopo sembra un bollettino di Guerra.

Per gli auguri ricorriamo ancora e sempre a Lei

Ma stavolta vi svegliamo la vera identità

mariangela-icona

E’ lei la vera “Betty Boops Mariangela”

qui in versione seria e composta

Buon 2009

*

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monoscopioE’ finito un amore. Io e il mio Blog non ci amiamo più. Si sa come vanno queste cose. All’inizio è passione. Beh! vera passione non c’è mai stata. Non un innamoramento vero e proprio. Ci si trova faccia a faccia. Magari in un momento in cui avresti anche voglia di startene da solo. Zitto. Oppure magari in un momento in cui avresti voglia di dire una cosa, anche se banale. E’ in quei momenti un po’ il caso a creare il rapporto. Si stabilisce un certo minimo feeling. Ti apri un attimo. Ti lasci a parole che avresti riservato solo a te. Entri in conflitto con in tuo privato perché si vede, è palese, dove finisce la finzione. E poi è proprio lì il punto, non sei creduto nemmeno quando è proprio solo finzione. Quando sono solo le parole a fascinarti. Però il tempo passa. Il tempo è una gran brutta bestia. Non risparmia nessuno. Lui va per la sua strada senza tentennamenti. Dopo i primi tempi subentra l’abitudine. Anche in una coppia di fatto. Tutto diventa tram tram. Ma siamo una coppia di fatto?
Si è comportato proprio come una moglie. Ho cominciato a sentirlo bisbigliare dietro le mie spalle. A raccontare di me. Poi sempre a lagnarsi. Dice che mi lascio trascinare e tradire dalla fretta. Che trascuro la forma. Che per quella fretta mi lascio scappare errori imperdonabili; anzi orrori. Che solo a volte me ne accorgo, ma dopo, quando il buon senso direbbe che è tardi. Dice che lo trascuro. Che sono diventato, soprattutto ultimamente, ancora più disordinato. Il guaio è che per alcune cose nemmeno posso dargli torto. E’ geloso di Facebook. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non me ne può importare di meno di quello. E’ stato un caso, forse anche uno sbaglio. Mi ci hanno trascinato dentro. – Anche con me. – Anche questo è vero. Che bisogno c’è, però, di dire sempre le cose. Col blog è stato diverso. Almeno per un po’ mi ci sono divertito. E’ pur vero che avevo anche altre distrazioni. Lo tradivo, ma con garbo. Con altri interessi, ma quelli non contano. Con blog di un’altra classe. – I blog son tutti uguali. – Mica vero. Alcuni sono più blog. Altri… beh! debbo ammettere qualche infatuazione. Oltretutto mal riposta. Che sono andato decisamente in peggio. Aveva ragione lui: mai ascoltare quelli che sono tutto arie. Beh! è sbagliando che si impara. Certo lui non mi avrebbe mai tradito. Lasciato così nel bel mezzo della strada. Senza preavviso alcuno. Con lui la vita è, decisamente, più tranquilla. Lo sarebbe stata, almeno, non mi fossi messo in testa che non mi bastava. Non fossi il solito che si lascia affascinare dal nuovo, dall’altra erba. A proposito di erba… meglio soprassedere. Io non mi faccio più da un pezzo. Qualche velleità in vena. Senza vergogna. – Le chiami poesie. Etc. – E’ solo che mi divertiva. – E ora? – E ora meno. E’ questo il punto.
Lui dice che per me fin dall’inizio è stata solo una avventura. – Chi vuoi che passi anche di domenica? – Forse ha le sue ragioni per dirlo. Forse c’è della verità. Non che lui sia mai stato troppo tenero con me. Mai un sorriso. Mai una buona notizia. Spesso l’inverso. Un amore di breve vita, ma affollato di piccoli lutti. Insomma, per farla breve, mi son preso un momento di riflessione. Ci sto pensando. Siamo come separati in casa. Faccio il mio ma faccio il meno possibile. Lui se ne sta lì un po’ sussiegoso e un po’ come se le colpe fossero tutte solo mie. Magari è anche vero che continuo a lasciarmi distrarre da altro. Che meglio farei a starmene al calduccio della rete. Che la strada è pericolosa. E ci puoi trovare di tutto. Che potrei farmi delle brutte illusioni. Che quelle sono pericolose. Che sto diventando presuntuoso. Io nemmeno perdo tempo a dirgli di no. Non è che poi i torti siano solo miei. Qualcosa glielo concedo. E un po’ d’affetto, per il tempo passato insieme, è rimasto. Posso solo sperare in un ritorno di fiamma. E io che volevo postare qualcosa per le feste. Magari una buona notizia con cui cominciare l’anno. Ho paura che l’unica buona notizia sia avere il coraggio di starsene zitti.

Per gli auguri faccio fare ancora a Lei.

Betty Boops Galatea

Non lasciatevi imbrogliare da quella sua aria
ne dai pochi chili che ha perso
e che il 2009 sia quello che deve essere

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Politica pulita

varie2Avevo deciso di prendermi, con calma, cura di me. Un’ora tutta mia in una serata decisa a non lasciare molto altro da ricordare, tranne l’attesa. Insomma! niente di eccezionale; niente più che lavarmi. Riempio la vasca. Avvicino il cordless perché aspettavo una telefonata sul fisso (dirla tutta la aspetto ancora ed è telefonata importante). Mi immergo nell’acqua tepida e mi rilasso. Nemmeno il tempo di provarci e suona il cellulare. Questo non l’avevo proprio previsto. Lo raggiungo riempiendo il bagno e il corridoio di pozzanghere. Ritorno col minuscolo apparecchio in mano, grondante di pozza in pozza, saltellando per non mancarle (il suono fa circa scicchete schiacchete). Naturalmente senza gli occhiali sbaglio il microscopico pulsante e invece di aprire la comunicazione la chiudo. Ho un bel chiedere chi è che dall’altra parte nessuno si degna di rispondere. Inforco gli occhiali e mi rimetto a mollo. Guardo le telefonate perse e richiamo (per questa volta trascurerò di dire sia il nome che lo pseudonimo del mascalzone). Mi annuncia beato che qualcosa è cambiato nella politica di Spinola. Sarà un niente ma qualcosa è successo. In realtà è poco meno che niente; un partito-persona ha deciso di prendersi una settimana sabatica. Ammesso e non concesso che il termine sia stato usato in modo opportuno. Sottolineato che non è ancora sabato. Ricordato che quelli del PD li stanno prendendo tutti. Elencati tutti i santi del caso. Pensato in silenzio che avrei saputo io dove infilargli il cellulare. Mi domando se questo benedetto cimitero di città non riesce a trovare altri momenti per risvegliarsi dal coma. Ho l’istinto di affogare il cellulare ma mi trattengo, sarebbe il terzo. E già so che dopo questa settimana il genio e tutti i suoi proseliti si prenderanno una settimana di vacanze per prepararsi riposati alle feste natalizie. Comincio così a formulare, sin da ora, il mio BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI.

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