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Posts Tagged ‘barbarie’

Caro Pansa (se mi è permesso)
Servono gli storici per costruire un falso storico? Nessuna guerra è come una disquisizione, anche se colta, la disquisizione. Ogni guerra è lutti, sangue, barbarie. Coloro che parteciparono a quella sollevazione di popolo che è ricordata come Resistenza, e che ridiede dignità alla nostra nazione, lo fece in nome della libertà. Forse pensando ad una libertà diversa e ad un Italia libera diversa. Il falso sta nel suggerire come conclusione che una parte rilevante, maggioritaria, preponderante, di quella Resistenza, la parte di cultura Comunista o marxista che dir si voglia, lo facesse in nome e per conto e al fine di una diversa dittatura. Con tutta la pietà per la parola “vinti” e nessuna arroganza per la parte dei vincitori (che non sempre giustifica) quel popolo con la bandiera rossa e il fazzoletto rosso al collo, che tanto aveva patito, più di ogni altro, era spinto dal più alto senso di libertà e giustizia. Una giustizia che mirava a rendere gli uomini tutti uguali, non negli abiti ma nei diritti. Fare la storia è parlare dopo ricordando che è dopo. Lo storico dovrebbe rammentarsi di contestualizzare e di usare una precisa collocazione contestualizzata. La sinistra, nei grandi numeri, scoprirà solo in seguito le aberrazioni dello stalinismo (ma stalinismo e affini vengono dopo del marxismo. Si dimostri, in una sede qualunque, il contrario). Si può discutere quanta parte, a quel punto, ne prese immediatamente e con decisione le distanze. L’unico errore che si potrebbe imputare loro è il pensare che ci siano ideali che giustifichino e rendano necessario il sacrificio umano. Pensiamo innanzitutto al sacrificio ed al sangue di quella grande parte della Resistenza che si sacrificò e lo fece dalla parte giusta, non perché quella dei vincitori, ma perché quella della ragione, della democrazia, della libertà, dei grandi ideali. Anche la cronaca continua a documentare come la grande parte della sinistra sta da quella parte; dov’è la provocazione e lo spirito di prevaricazione, anche in questa sorta di dittatura molle e strisciante sempre meno morbida e tollerabile.
Non mi firmo non per cercare l’anonimato ma perché dietro le parole c’è solo la modestissima presenza dell’autore di questo modesto blog

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La guerra sembra non avere pause; è persino troppo impegnativo mantenere un elenco.
Nella Ue, una vittima ogni tre minuti
Morti di Settimo, denunciato un egiziano
E’ il titolare di un’impresa che si occupa di ponteggi: avrebbe reclutato lui i connazionali deceduti nel cantiere.

Tra gli altri, questi di venerdì scorso, sono altri due. Non so se contano meno essendo egiziani o se “l’imprenditore” è più colpevole essendo un loro connazionale.

Le varie anime della Sinistra Rifondarola deplorano le morti sul lavoro
La Sinistra Comunista Italiana deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Critica deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Antagonista deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Rivoluzionaria [IVª Internazionale] deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Trotskista e Leninista deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Democratica deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Democrstiana deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Biologica [leggi Verdi] deplora le morti sul lavoro
Persino la Sinistra che non è di sinistra deplora le morti sul lavoro
Anche tutte le Sinistre che posso aver dimenticato, naturalmente, deplorano le morti sul lavoro
La Sinistra solo Sinistra, riunita nel cimitero monumentale del Verano, probabilmente lo farebbe ma resta in un raccolto silenzio.
All’appello continua a mancare una Sinistra di Governo ma nessuno sembra darsene pena.

Quello che so è che è l’unica guerra che non compare nell’elenco dei conflitti ancora in atto al mondo.
Quello che so è che non è civiltà quella che massacra le sue genti.

E poi… Questo è solo un blog
[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Certoipadronimorranno.mp3”%5D

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Passata la commozione del primo momento. Vinta la riservatezza. Persa la voglia persino di sorridere. Un titolo cita: Tragedia di Mineo: “Non dovevano essere lì”.

Parrebbe, e dico parrebbe, che le loro sbadataggine si fosse spinta fino a recarvisi senza invito; sembra non sia proprio così, ma l’esatto opposto. Che poi non ci sarebbe miglior silenzio che quello per questo momento. Lo so che non cambia nulla. Lo so che la collera non è mai razionale. Certo ho amarezza. Spero mi sia ancora permesso almeno quella.

  • E’ pur vero che siamo un paese civile e perciò non può più esistere, al giorno d’oggi, la lotta di classe.
  • E’ pur vero che non esiste più il padrone ma solo l’imprenditore, qualche volta persino illuminato; quello che ci da il lavoro.
  • E’ pur vero che non esiste più la classe operaia (spesso in ferie a Sharm El Sheik) e che il benessere è benessere per tutti, magari non allo stesso modo.

Però è altrettanto vero che esiste ancora la condizione operaia (non ditelo ai compagni, non vorrei disturbare i loro sonni, o che ne facessero campagna di propaganda) e che è una condizione non priva di rischi.

La conta dei morti di un solo giorno, quel maledetto giorno, sale a dieci (dieci). E’ una vera guerra e i caduti sono tutti operai; un vero esercito senza speranze. Una conta che, a mio avviso, è destinata ad aumentare. Una guerra che non perdona. Sarà anche il prezzo del progresso ma… almeno una volta c’era la rabbia, oggi c’è solo rassegnazione. E vorrei dire ad un amico, che non mi può leggere perché non sa: Gramsci non abita più là.

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Uguaglianza.mp3”%5D

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