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Posts Tagged ‘Berlino’

Naturalmente veniamo da est; veniamo, non scappiamo. Percorriamo tranquilli via 17 giugno. Vicino ad un pezzo di muro un giovane ufficiale della DDR ci ha fornito documenti e visti per entrare all’ovest. Perdo il conto dei timbri necessari anche se lui è cortese e li elenca mentre li appone. Ci vuole solo qualcosa più di un attimo di pazienza. Le statue di un ufficiale russo e uno americano, un mamma&papà, si lasciano fotografare dai turisti. Il bronzo in cui sono state fuse è corroso dal tempo e dai suoi elementi. L’americano resta immobile che pare di cartapesta. Il russo ammicca all’ospite. E’ lei che si accorge che l’MP è proprio di cartapesta mentre un’altra statua se ne va stanca della confusa disattenzione. Berlino, la città degli orsi e degli architetti, è una continua sorpresa per me. I berlinesi pure, a volte ti fai proprio strane idee, ma intorno ci sono soprattutto turisti. Una babele di lingue. La quadriga è tornata al suo posto. Vieni –dico a Ross. E sto ancora con quella breve esortazione tra le labbra che nelle orecchie mi raggiunge un suono noto. Non è una questione solo di lingua. Di italiani ne ho incontrati parecchi; paiono tutti qui, in vacanza. E altrettanti dentro i ristoranti. Vai a cenare italiano e ti trovi tra italiani. Italiani quelli che servono, quelli che cucinano e molti di quelli seduti ai tavoli. No! non è solo la lingua ma sono note conosciute. Eh sì! non era solo un abbaglio. Un attimo di pausa e poi, dalla porta di Brandeburgo, tornano a diffondersi armonie familiari. Con qualche singhiozzo della registrazione sono i Modena con la loro «Bella ciao». E mi trovo in mezzo al “No B Day” di Berlino. Cazzo! strabuzzo e fatico a crederci. Nemmeno il tempo di restare sorpreso. Non riesco a non seguire la canzone e a cantare assieme a tutto il popolo colorato. Ross riprende come può quello che può con la macchinetta fotografica digitale altrettanto sorpresa e altrettanto felice. Vorrei che gli amici fossero con noi. Anche qui ci sono italiani che riscattano l’essere italiani. Questi giovani ci in fondono gioia e speranza. Forse non è proprio tutto così… nero. Questi giovani fanno sentire giovane anche me… e in famiglia. L’oratore che sale sul palco, un giornalista dell’Internazionale (la rivista non la canzone o il quartiere generale del movimento comunista a livello mondiale né tanto meno la mia squadra del cuore), alla fine ci spiega che i tedeschi, come i francesi, non hanno il bidet. In estrema sintesi noi siamo un popolo pulito, certo. Insomma… loro hanno la democrazia e noi (ricordando il grande Pilato) ci possiamo lavare il culo. Quando ce ne andiamo per la Unter den Linden a cercare un autobus per tornare in albergo una strana euforia si è impadronita di noi. Lei mi sorride radiosa e soddisfatta. Non riesco a non stamparle un bacio sulle labbra. Ora anche i francesi vogliono un loro ”No Sarkozy Day”.

 

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