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Posts Tagged ‘Bielorussia’

Parlare ancora di caldo? fa solo caldo. Attacco l’aria condizionata a manetta così la smetto di lagnarmi. Naturalmente sembra una situazione di intervallo, quasi di tregua. Nessuno l’ha dichiarata ma è una necessità. Soprattutto per l’impossibilità ad opporsi a questo mese che ci vede, in città, in pochi intimi. Puoi attraversare le strade senza danno, e non è una cosa da poco vista la nostra viabilità. Anche a voler trattare non sai con chi farlo. Anche dal governo notizie sudate. Tirate al limite. Ultimi scampoli. Nemmeno i soldati fanno più notizia. Siamo arrivati a usare i soldatini a difendere la marmellata. Anche a sedersi in un bar il rischio è di non poter far altro che leggere la Gazzetta dello sport. Cerchi almeno un dialogo con la barista. E’ carina anche, ma ormai sono quasi tutte cinesi e fatichi a capirti. Hai l’impressione di metterle in difficoltà. E poi di che parli? Loro sono sempre amici di tutti. Sorriso e inchino, e quella loro pronuncia da vignetta. Ieri volevo un caffèlatte, mi son dovuto prendere un cappuccino. Capiva solo le parole cappuccino, caffè e latte, ma queste ultime due solo se staccate; e sapeva contare i soldi e dare il resto. Niente contro i cinesi, certo. Quella di oggi poi è proprio più che carina. Ed è giovane. Fa tenerezza. E ha un sorriso luminoso che regala senza avarizia. Anzi sembrano anche meglio delle nostre. Così c’è tutto il tempo di riflettere. Per avere un sogno io non me lo faccio mancare mai. Vorrei poter migliorare questa città. Invertire il senso di dormitorio. Tornare a renderla solidale. Rompere quell’impressione di gestione omertosa. Toglierle il primato di città con la gestione più “mafiosa” del settentrione che ne fa un esempio (e non sono parole mie). Darle un governo che governi l’interesse pubblico e non poche tasche private. Rimetterla a cavallo del buonsenso. Comincio a demoralizzarmi. Mi assalgono i dubbi. Non so se possono cambiare i musicisti, l’impressione è nell’impossibilità di cambiare la musica. Pian piano vi presenterò i protagonisti di questa storia. Io ne sono solo poco più che un semplice relatore. Forse il gobbo. Non posso e non voglio essere di più e poi l’ho scelto quattro decenni fa: idee e ideali possono far senza di alcuna ricompensa. Incontro Mirco. L’occasione è la presentazione del grande piccolo personaggio che l’ha raggiunto dalla Bielorussia. Con l’ospite parla in russo (il bimbo è vivace e lui felice), con noi non resta che l’italiano. Sarebbe il momento di festeggiare ma devo chiamarmi fuori, non sono dell’umore adatto. Anche se non è l’attimo più adatto ne parliamo. Non mi nasconde le difficoltà. Dice che però vale la pena provare. Pare disponibile ad una sua collaborazione. Ripeto: ho dei dubbi (anche se in sua presenza non li esprimo). Forse io stesso sto puntando sul cavallo sbagliato. Difficilmente, nel caso del cavallo, se non esce di stalla, e non smette di riempirsi di biada, può pensare almeno di piazzarsi. E lui è un amico. E mi leggerà. E non lo farà con piacere. Non ho mai mandato a dire le cose attraverso altre persone. E’ la mia condanna. Nonostante tutti il sogno è lì a portata di mano, anche se un po’ evanescente:

Non abbiamo ancora un nome ma abbiamo già un volto

ma dovrà metterci anche del suo

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Avremo altre occasioni per ascoltare Francesco Guccini ma qui lo sentiamo in Don Chisciotte [Audio “http://se.mario2.googlepages.com/DonChisciotte.mp3”%5D

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